Il Tribunale del Lavoro di Catanzaro ha sancito, con sentenza definitiva, l’illegittimità del provvedimento con cui, nel 2018, Carlo Tansi fu rimosso dalla guida della Protezione Civile della Regione Calabria. La decisione mette fine a una complessa vicenda legale che ha interessato una delle strutture più nevralgiche per la sicurezza del territorio regionale.
La gestione e i riconoscimenti
Il mandato di Tansi, durato tre anni, è stato caratterizzato da una profonda ristrutturazione della Protezione Civile calabrese. Sotto la sua guida, l’ente aveva introdotto rigorosi sistemi di controllo sulla spesa pubblica e protocolli operativi volti all’efficientamento del sistema di prevenzione rischi. Tali risultati avevano ottenuto diversi encomi ufficiali, tra cui:
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Il premio nazionale per l’innovazione tecnologica al Forum PA di Roma (maggio 2018);
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Un formale apprezzamento da parte del Consolato degli Stati Uniti per l’organizzazione strutturale (aprile 2018);
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Il Premio Nazionale “Italia Nostra” (novembre 2017).
Le denunce e il clima di tensione
L’attività di riforma avviata dall’allora dirigente si era intrecciata con numerose segnalazioni inviate alla Procura della Repubblica di Catanzaro in merito a presunte irregolarità gestionali. Quel periodo fu segnato da un clima di forte tensione, durante il quale Tansi subì minacce e attentati incendiari, episodi per i quali si giunse in un caso al rinvio a giudizio di un ex dipendente regionale.
Nonostante i risultati operativi, proprio in concomitanza con i riconoscimenti nazionali, l’amministrazione regionale dell’epoca avviò le procedure di sospensione ed estromissione che oggi il Tribunale ha giudicato prive di fondamento giuridico.
Il fronte giudiziario parallelo
La vicenda si intreccia con un secondo procedimento penale in corso presso il Tribunale di Lamezia Terme. Si tratta del processo per diffamazione a carico dell’ex consigliere regionale Domenico Tallini, scaturito dalle denunce di Tansi a seguito dei ripetuti attacchi subiti durante il mandato.
Il procedimento penale attraversa tuttavia una fase critica: a causa di numerosi rinvii e delle deposizioni della difesa, il reato rischia l’estinzione per intervenuta prescrizione, prevista per il prossimo mese di maggio. La prossima udienza è fissata per domani, 2 aprile, data in cui è previsto l’ascolto di nuovi testimoni legati al contesto amministrativo dell’epoca.
Il commento
A margine della sentenza del Tribunale del Lavoro, Carlo Tansi ha espresso soddisfazione, definendo la pronuncia un atto di giustizia che va oltre la sfera personale e restituisce trasparenza sulla gestione di una struttura fondamentale per la prevenzione dei rischi naturali in una regione ad alta fragilità sismica e idrogeologica.
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