L’ennesimo cedimento strutturale verificatosi nel cuore antico di Cosenza riaccende il dibattito sulle condizioni di fragilità del patrimonio cittadino. Attraverso una nota ufficiale, il Comitato spontaneo Piazza Spirito Santo ha espresso una ferma condanna verso quello che definisce un declino prevedibile, frutto di decenni di disattenzione politica e scelte urbanistiche che hanno progressivamente svuotato l’area della sua funzione vitale.
Le radici del declino: dall’alluvione allo spostamento a Nord
Secondo l’analisi del Comitato, il processo di degradazione affonda le radici in eventi storici precisi, a partire dall’alluvione del novembre 1959. Da quel momento, lo spostamento dell’asse amministrativo verso la zona nord della città avrebbe sancito l’inizio di una marginalizzazione strutturale.
La nota ripercorre la sistematica perdita di presìdi fondamentali: dal trasferimento del Tribunale e della Prefettura alla chiusura di istituti scolastici, uffici postali e sedi delle forze dell’ordine. Questa “desertificazione istituzionale” non ha solo compromesso l’economia locale, ma ha drasticamente ridotto la percezione di sicurezza e la qualità della vita dei residenti.
Responsabilità pubbliche e private
Il Comitato non risparmia critiche nemmeno alla proprietà privata, sottolineando come l’abbandono di immobili di pregio da parte dei proprietari abbia accelerato il degrado. Viene citato, come simbolo dell’incuria pubblica, l’ex istituto Serra di via Donato Bendicenti, immobile di proprietà della Provincia attualmente in stato di grave fatiscenza.
“Senza residenti non esiste comunità; senza comunità il centro storico è destinato a scomparire.”
Le proposte per il rilancio
L’istanza conclusiva non riguarda interventi d’urgenza temporanei, bensì la richiesta di un piano straordinario e permanente che veda la cooperazione tra Comune, Regione Calabria e Governo nazionale. I punti cardine suggeriti per un’inversione di tendenza includono:
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Messa in sicurezza: Un programma strutturale per l’edilizia pubblica e privata.
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Recupero funzionale: Riutilizzo immediato del patrimonio immobiliare dismesso.
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Ripopolamento: Incentivi concreti per il ritorno dei residenti e delle attività commerciali.
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Sinergia tecnica: Istituzione di un tavolo operativo con Università e Ordini professionali (Ingegneri, Architetti, Geometri) per monitoraggi costanti.
Per il Comitato, la tutela della città antica rappresenta la difesa dell’identità stessa di Cosenza e un dovere verso le generazioni future.
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