Il Museo all’Aperto Bilotti (Mab) si conferma asset strategico per l’identità urbana e l’attrattività turistica di Cosenza. Grazie alla storica sinergia con la famiglia Bilotti, l’itinerario artistico che attraversa l’isola pedonale di Corso Mazzini è destinato a un imminente e prestigioso ampliamento.
L’ampliamento della collezione
La Giunta comunale ha recentemente approvato il piano di progettazione per l’inserimento di dieci nuove sculture, i cui basamenti sono già in fase avanzata di realizzazione. L’operazione mira a potenziare un percorso espositivo che vanta già firme del calibro di De Chirico, Dalì, Modigliani e Rotella.
Tra le nuove acquisizioni che arricchiranno il patrimonio cittadino figurano:
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Giacomo Balla: Linee forza del pugno di Boccioni (1915);
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Gino Severini: Il trittico bronzeo delle Danseuses (1962);
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Mario Sironi: Donna acefala seduta (1937) in marmo nero Marquinia;
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Antonietta Raphael Mafai: Tre sculture tra cui Toro morente e Missione segreta;
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Michele Zappino: Nudo di donna (1949).
L’amministrazione comunale ha ribadito come questo intervento non rappresenti solo un incremento numerico, ma una precisa volontà di valorizzazione e promozione della fruibilità del museo, elevando ulteriormente il prestigio del centro cittadino.
Restauri e nuove collocazioni: il caso Sosno
Parallelamente all’installazione delle nuove opere, Palazzo dei Bruzi è impegnato nella gestione della tutela del patrimonio esistente. Riflettori accesi sulle “Tre Colonne” di Sasha Sosno: dopo il danneggiamento subito da uno degli elementi nell’estate del 2024, l’opera è attualmente oggetto di restauro.
Secondo le ultime direttive comunali, si sta valutando una nuova collocazione per il complesso monumentale di Sosno, individuando nel Complesso di San Domenico una possibile sede idonea a garantirne la salvaguardia e una corretta valorizzazione estetica.
Un museo in continua evoluzione
Il Mab rappresenta un caso di studio rilevante nel panorama nazionale per la capacità di integrare l’arte monumentale nel tessuto quotidiano. Con l’innesto di queste nuove dieci opere, Cosenza consolida il proprio ruolo di polo culturale, offrendo ai residenti e ai visitatori un’esperienza di “museo diffuso” che spazia dal primo Novecento alle espressioni più contemporanee.
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