Il futuro del trasporto pubblico locale (TPL) a Cosenza entra in una fase cruciale sotto la guida di Mario Rocco Carlomagno. Il presidente del Consorzio Autolinee, che ha acquisito il ramo d’azienda Amaco per 2,1 milioni di euro, interviene nel dibattito sollevato dalle sigle sindacali e dalle istituzioni, delineando una strategia che punta a superare le criticità del fallimento attraverso un cambio di paradigma gestionale.
Efficienza economica e stabilità occupazionale
Il punto più complesso della transizione riguarda l’assetto organico, con una previsione di passaggio di circa 95 addetti sui 111 attuali. Carlomagno chiarisce la posizione della nuova proprietà ribaltando la prospettiva tradizionale: «È il servizio che crea il posto di lavoro, non il contrario». Secondo questa visione, la tutela delle maestranze non può prescindere dalla capacità dell’azienda di operare entro limiti di sostenibilità economica, condizione necessaria per evitare il ripetersi del dissesto finanziario.
Nonostante il ridimensionamento tecnico, il presidente assicura l’impegno nel garantire i lavoratori, ricordando che la natura del contratto nazionale degli autoferrotranvieri resta invariata, indipendentemente dalla titolarità pubblica o privata della gestione.
Verso il sistema di “Area Vasta”
La proposta di rilancio presentata dal Consorzio guarda oltre i confini del capoluogo, puntando a un’integrazione dei flussi che coinvolga Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo. L’obiettivo è creare una rete di mobilità coerente con le direttive regionali, capace di rispondere alle esigenze di un’utenza pendolare e universitaria sempre più dinamica.
«I flussi non sono più solo cittadini», osserva Carlomagno, sottolineando come il potenziamento dei servizi sia l’unica vera strada per incrementare l’occupazione: se Regione e Comuni investiranno in corse e infrastrutture (come le corsie preferenziali), la domanda di lavoro crescerà di conseguenza.
La sfida culturale: l’alternativa all’auto privata
Infine, il management punta a una trasformazione delle abitudini dei cosentini. In una città dove l’uso del mezzo privato è ancora predominante, la scommessa del Consorzio è offrire un’alternativa credibile. La tesi di Carlomagno è pragmatica: l’utenza si sposta verso il mezzo pubblico solo quando il servizio è puntuale, efficiente e integrato. La sfida per la nuova Amaco sarà dunque dimostrare che una gestione privata può garantire un diritto pubblico essenziale con standard qualitativi superiori.
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