“La Padrina” di Palma Comandè: a Cosenza il racconto del potere e del riscatto femminile

Presentato a Palazzo dei Bruzi l’ultimo romanzo della scrittrice calabrese, un’analisi profonda del contrasto generazionale all'interno di contesti sociali complessi

Il Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi ha ospitato la presentazione de “La Padrina” (Rubbettino Editore), l’ultima opera di Palma Comandè. L’evento, promosso dalla Commissione consiliare Cultura del Comune di Cosenza in collaborazione con la sezione locale dell’AIParc (Associazione Italiana Parchi Culturali), ha offerto un’occasione di riflessione sul ruolo della donna in contesti di marginalità e sulla lotta per l’autonomia individuale.

Un’opera nata dall’esperienza sul campo

Il romanzo trae linfa dai vent’anni di insegnamento dell’autrice in aree sensibili della Calabria. Comandè, nipote dello scrittore Saverio Strati, ha delineato un quadro vivido delle realtà sociali incontrate, descrivendo il passaggio dallo smarrimento iniziale alla necessità di testimoniare la complessità umana di quei territori. Al centro della narrazione si colloca il “cortocircuito” tra due figure emblematiche: la bisnonna, depositaria di un potere arcaico e radicato nelle logiche della ‘ndrangheta, e la pronipote Mirià, simbolo di una spinta verso il cambiamento e l’indipendenza.

Il dibattito istituzionale e accademico

L’incontro è stato aperto dal Presidente della Commissione Cultura, Mimmo Frammartino, che ha evidenziato come il volume affronti problemi atavici del territorio attraverso una lente moderna. La Presidente di AIParc Cosenza, Tania Frisone, ha definito l’opera una “storia di potere e appartenenza”, capace di stimolare il confronto tra diverse visioni del mondo femminile.

Di particolare rilievo l’analisi di Viviana Burza, già docente di Pedagogia generale all’Università della Calabria, che ha approfondito il percorso di autodeterminazione della protagonista Mirià, descrivendola come una figura distante dalle logiche di assoggettamento. Durante il dibattito, l’autrice ha confermato la genesi realistica del personaggio della “Padrina”, figura contraddittoria capace di unire una cruda gestione del potere a forme di solidarietà sociale tipiche del welfare informale.

Riconoscimenti e momenti culturali

La serata è stata arricchita dagli interventi musicali del chitarrista Simone Pedatella e dalle letture di Elena Pistilli. A margine della presentazione, l’AIParc ha formalizzato l’ingresso di nuovi soci, tra cui l’avvocato Fabio Mandato e la professoressa Silvana Gallucci. In chiusura, è stata conferita la nomina di socio onorario a Mimmo Frammartino, premiato per il costante impegno nella promozione culturale e nella valorizzazione del patrimonio identitario della città di Cosenza.

Redazione

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