In un’epoca in cui il Sistema Sanitario Nazionale combatte quotidianamente con la “fuga” dei camici bianchi e concorsi che spesso vanno deserti, dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza arriva un segnale di speranza e di forte vitalità istituzionale.
Mentre il resto d’Italia fatica a reperire specialisti, l’Ospedale Annunziata fa registrare numeri da record: sono ben 51 i medici che hanno presentato domanda per il concorso pubblico volto al reclutamento di 6 dirigenti medici a tempo pieno e indeterminato.
Il dato colpisce per la sua eccezionalità, soprattutto perché riguarda la UOC di Terapia Intensiva e Anestesiologia, diretta dal Prof. Andrea Bruni. Si tratta di una branca della medicina nota per l’altissimo livello di stress operativo e la complessità clinica, settori che a livello nazionale soffrono più di altri della carenza di organico.
Vedere 51 professionisti competere per sei posizioni a Cosenza non è solo una notizia di cronaca burocratica, ma la conferma di un’inversione di tendenza rispetto al racconto di una sanità meridionale in perenne affanno.
Il caso Cosenza dimostra che, quando si investe sulla qualità della dirigenza e sulla solidità dei modelli didattici, è possibile vincere la sfida del reclutamento. In un contesto nazionale dove le specializzazioni “di frontiera” come l’anestesia perdono appeal, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza si pone come eccezione virtuosa, capace di attrarre talenti e garantire, di conseguenza, una migliore qualità delle cure per i cittadini.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.