Cosenza, flash mob contro la riforma del DDL Stupri: “Senza consenso è violenza”

Le associazioni antiviolenza calabresi chiedono il ritiro dell'emendamento Bongiorno e lanciano un appello al Presidente della Regione Roberto Occhiuto

Piazza Carratelli è diventata questa mattina il palcoscenico della protesta civile organizzata dal Centro Antiviolenza “Roberta Lanzino” e dal CADIC (Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza). L’iniziativa, inserita nel solco della mobilitazione nazionale promossa dalla rete D.i.Re, punta a contrastare le recenti proposte di modifica al testo del Disegno di Legge in materia di reati sessuali, noto come DDL “Stupri”.

Al centro della contestazione vi è l’emendamento Bongiorno, accusato dalle organizzazioni di rappresentare un grave passo indietro nella tutela delle donne. Secondo le associazioni, la rimozione del riferimento esplicito al “consenso” rischierebbe di ribaltare l’onere della prova sulle vittime, indebolendo il quadro normativo vigente.

L’appello alle istituzioni

Roberta Attanasio, presidente del CAV “Roberta Lanzino”, ha sottolineato la necessità di un intervento istituzionale immediato, rivolgendo un appello diretto al governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, affinché la Regione prenda una posizione netta contro l’approvazione di tali modifiche.

Sulla stessa linea d’onda Antonella Veltri, socia fondatrice del Centro Lanzino, che ha definito la mobilitazione come “permanente”. Veltri ha ribadito l’urgenza di ritirare un emendamento che minaccia di erodere diritti acquisiti, invitando la cittadinanza alla partecipazione al corteo nazionale previsto a Roma per il prossimo 28 febbraio.

Una rete territoriale compatta

La manifestazione ha visto una partecipazione trasversale di esponenti del mondo politico, sindacale e civile. Tra gli interventi che si sono susseguiti durante il flash mob:

  • Stefania Figliuzzi (CADIC);

  • Teresa Esposito (Donne Democratiche PD) e Tonia Stumpo (Consigliera di parità regionale);

  • Le consigliere comunali di Cosenza Bianca Rende e Antonietta Cozza;

  • Brunella Solbaro per la CGIL;

  • La parlamentare Anna Laura Orrico.

L’istanza emersa dalla piazza cosentina è unanime: la legislazione in materia deve continuare a fondarsi sul riconoscimento dell’autodeterminazione delle donne, respingendo ogni tentativo di depotenziamento dei presidi legali contro la violenza di genere.

Redazione

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