Inchiesta “Sistema Rende”, la Cassazione annulla le assoluzioni: nuovo processo a Catanzaro

I giudici di legittimità dispongono un Appello bis per Sandro Principe e gli altri ex amministratori. Il dibattimento inizierà il 26 febbraio.

Sandro Principe

Si riapre il caso giudiziario noto come “Sistema Rende”. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza che, nel luglio 2024, aveva sancito l’assoluzione per l’attuale sindaco di Rende, Sandro Principe, l’ex primo cittadino Umberto Bernaudo e gli ex assessori Pietro Ruffolo e Giuseppe Gagliardi.

I giudici di legittimità hanno ravvisato un difetto di motivazione nel precedente verdetto di secondo grado, disponendo di conseguenza la celebrazione di un nuovo processo di appello. L’inizio del dibattimento è stato fissato per il prossimo 26 febbraio presso la Corte d’Appello di Catanzaro.

Il quadro accusatorio e l’origine dell’inchiesta

L’operazione, scattata nel marzo 2016 sotto il coordinamento dell’allora sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, ipotizzava l’esistenza di un consolidato intreccio tra politica e criminalità organizzata nel comune dell’area urbana cosentina.

Secondo l’impianto accusatorio della Direzione Distrettuale Antimafia, gli esponenti politici avrebbero stretto un presunto patto con la cosca Lanzino-Ruà. Nello specifico, la tesi dell’accusa verteva su:

  • Sostegno elettorale: La promessa di voti da parte del sodalizio criminale in diverse tornate elettorali tra il 1999 e il 2011 (Comunali, Provinciali e Regionali).

  • Contropartite amministrative: In cambio del consenso, gli amministratori avrebbero agevolato la cosca attraverso la concessione di locali pubblici e l’inserimento di soggetti contigui al gruppo criminale all’interno di cooperative di servizi.

L’iter processuale

Nonostante la gravità delle contestazioni — che includevano il concorso esterno in associazione mafiosa, il voto di scambio e la corruzione — le accuse non avevano retto nei primi due gradi di giudizio:

  1. Maggio 2022: Il Tribunale di Cosenza assolve tutti gli imputati in primo grado.

  2. Luglio 2024: La Corte d’Appello conferma l’assoluzione, verdetto ora impugnato e annullato dalla Cassazione.

Gli imputati, che hanno sempre respinto con fermezza ogni addebito rivendicando la correttezza del proprio operato amministrativo, affronteranno ora questo nuovo passaggio processuale assistiti dai propri collegi difensivi, composti dagli avvocati Franco Sammarco, Anna Spada e Paolo Sammarco (per Principe), Francesco Calabrò (per Bernaudo), Franz Caruso e Francesco Tenuta (per Ruffolo) e Marco Amantea (per Gagliardi).

Redazione

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