Lamezia Terme, scatta il controllo targhe in aeroporto: è scontro sui tempi di sosta

Da lunedì attivo il sistema automatizzato con limite di 20 minuti per il transito. Il Codacons diffida gli enti: «Rischio tassa occulta per i viaggiatori»

Svolta tecnologica per la viabilità dello scalo aeroportuale di Lamezia Terme. A partire da lunedì, entrerà in funzione il nuovo sistema automatizzato di controllo degli accessi. Attraverso la lettura ottica delle targhe, l’infrastruttura monitorerà i tempi di permanenza dei veicoli sia nelle corsie di accesso al terminal che nelle aree di sosta.

La soglia dei 20 minuti

Il nuovo regolamento stabilisce un limite massimo di 20 minuti per completare il percorso di ingresso e uscita dall’area aeroportuale. Il superamento di tale soglia farà scattare le sanzioni o i costi previsti dal sistema di gestione. Se da un lato l’iniziativa mira a decongestionare il traffico e garantire maggiore sicurezza davanti al terminal, dall’altro solleva forti preoccupazioni sul piano dell’equità.

Le critiche: «Incognita ritardi e assistenza»

Il Codacons è intervenuto duramente sulla questione, inviando una richiesta formale di chiarimenti a Enac, Sacal, Comune di Lamezia Terme e Prefettura di Catanzaro. Secondo Francesco Di Lieto, rappresentante dell’associazione, il rischio è che il sistema si trasformi in una “tassa occulta”:

  • Imprevedibilità: I ritardi cronici nello sbarco passeggeri o nella riconsegna bagagli potrebbero far eccedere i tempi di sosta indipendentemente dalla volontà dell’automobilista.

  • Sicurezza: Il timore è che, per evitare addebiti, i conducenti effettuino manovre rischiose o circolino continuamente nell’area, aumentando paradossalmente caos e inquinamento.

  • Soggetti fragili: Viene richiesta particolare attenzione per le procedure di assistenza a disabili, anziani e minori, per i quali i 20 minuti risultano palesemente insufficienti.

La proposta: un’area di attesa gratuita

L’associazione dei consumatori propone di seguire il modello già adottato con successo in altri hub nazionali, come Milano Malpensa e Bologna. La richiesta è l’istituzione di una “zona di attesa gratuita” che consenta la sosta fino a 60 minuti, separando il flusso dei passeggeri in partenza da quello, più incerto nei tempi, dei passeggeri in arrivo.

Redazione

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