Il prossimo 12 febbraio, la città di Cosenza si appresta a vivere una celebrazione della Madonna del Pilerio destinata a rimanere negli annali. In occasione del 450° anniversario della liberazione dalla peste, la tradizionale processione non vedrà protagonista la consueta statua, bensì l’antico e venerato quadro della Vergine, evento di eccezionale portata per la comunità dei fedeli.
Il legame storico con la Terra Santa
L’edizione di quest’anno assume un significato simbolico ancora più profondo grazie alla partecipazione del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, invitato dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Checchinato. La presenza del porporato riannoda un filo storico iniziato nel XIII secolo: fu infatti l’allora arcivescovo Tommaso Agni da Lentini, reduce proprio da Betlemme, a commissionare l’icona bizantina durante il suo magistero cosentino (1266-1276), prima di fare ritorno in Terra Santa per guidare la Chiesa di Gerusalemme.
Le origini del culto e il miracolo del 1576
Il nome “Pilerio” deriva dal termine spagnolo pilar (colonna), in riferimento al posizionamento originario del dipinto su uno dei pilastri della Cattedrale. Sebbene la devozione risalga al Basso Medioevo, fu nel 1576 che il legame con la città divenne indissolubile. La tradizione narra che, durante una violenta epidemia di peste, apparve sul volto della Vergine nel dipinto una macchia simile a un bubbone, segno dell’intercessione che portò alla cessazione del contagio.
Nel 1607 la Madonna del Pilerio fu solennemente proclamata Patrona della città, titolo poi esteso all’intera arcidiocesi.
La doppia celebrazione
Cosenza onora la sua Protettrice due volte l’anno: l’8 settembre, per la ricorrenza liturgica, e il 12 febbraio, per la festa patronale. Quest’ultima data è legata alla memoria del terremoto del 1783, quando la città fu nuovamente preservata da un evento catastrofico, attribuendo la salvezza del popolo cosentino alla protezione della Vergine.
Il solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Pizzaballa si terrà alle ore 11:00, momento culminante di una giornata che coniuga fede, storia e identità cittadina.
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