La povertà in Calabria ha smesso di essere un dato statistico per trasformarsi in un’emergenza sociale strutturale. Secondo le rilevazioni Istat diffuse nell’autunno 2025 e riferite all’anno precedente, la regione registra uno dei tassi di povertà relativa più alti d’Italia: il 24,6% delle famiglie vive in condizioni di disagio economico, una percentuale quasi quattro volte superiore rispetto al 7% registrato nelle regioni del Nord.
La mappa del disagio: oltre 400mila calabresi in difficoltà
In termini assoluti, la crisi colpisce oltre 400.000 cittadini. Il divario economico si traduce in scelte quotidiane drammatiche, che costringono intere famiglie a dare la priorità alla sussistenza alimentare a discapito della salute. Il rinvio delle visite mediche e l’acquisto parziale dei farmaci sono diventati prassi per una fascia di popolazione che fatica a garantire i bisogni primari.
Ancora più critico è il quadro che riguarda i minori: i dati Caritas indicano che il 32% dei bambini e dei ragazzi calabresi è a rischio povertà, il valore più alto su base nazionale. Si tratta di un fenomeno che rischia di alimentare un circuito di esclusione sociale ereditario e difficilmente interrompibile senza interventi mirati.
Il ruolo dei “nuovi poveri” e l’azione del Terzo Settore
Il profilo di chi richiede assistenza è mutato radicalmente. Accanto alle povertà croniche, avanzano i cosiddetti “nuovi poveri”: padri separati, lavoratori cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro e nuclei monoreddito erosi dall’inflazione. In questo scenario, il Banco Alimentare della Calabria opera come un servizio pubblico sussidiario.
«Le richieste di aiuto non accennano a diminuire e riguardano bisogni sempre più urgenti», ha dichiarato Gianni Romeo, direttore del Banco Alimentare calabrese. Secondo Romeo, il pacco alimentare non rappresenta solo un sostegno materiale, ma anche un contrasto all’isolamento sociale e alla solitudine, fattori che rendono ancora più complesso il riscatto individuale.
Politiche di contrasto e prospettive future
La Regione Calabria ha varato un Piano di contrasto alla povertà con uno stanziamento di 80 milioni di euro per il triennio in corso, coinvolgendo attivamente gli enti del Terzo settore. Tuttavia, gli analisti concordano sulla necessità di superare la logica dell’assistenzialismo emergenziale. Sebbene gli aiuti diretti siano indispensabili, la sfida resta la creazione di interventi strutturali capaci di agire sulle cause profonde del sottosviluppo, garantendo ai cittadini calabresi il diritto costituzionale alla salute e a una vita dignitosa senza dover ricorrere a compromessi estremi.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
