Assalto ai bancomat: una sola banda tra Calabria, Basilicata e Puglia

Quindici colpi in meno di due mesi con la tecnica della "marmotta". Un arresto a Santo Stefano di Rogliano mette gli inquirenti sulle tracce del gruppo criminale

Una serie coordinata di assalti agli sportelli ATM sta impegnando le forze dell’ordine tra il Mezzogiorno e il Tavoliere delle Puglie. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, una strutturata organizzazione criminale avrebbe messo a segno 8 colpi in Calabria e 7 in Basilicata nell’arco di soli sessanta giorni, utilizzando ordigni esplosivi rudimentali per sventrare le casseforti.

La strategia della contemporaneità

Il modus operandi del gruppo si distingue per la precisione militare e la capacità di colpire simultaneamente in località distanti. Un esempio emblematico è avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio: mentre una squadra di cinque uomini depredava il bancomat sul corso principale di Camigliatello Silano, un secondo nucleo di quattro persone entrava in azione a Tito Scalo, nel potentino. In entrambi i casi, l’attacco è scattato intorno alle ore 3:00 del mattino.

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza confermano il sospetto di un’unica regia dietro gli assalti. Gli elementi ricorrenti sono numerosi: l’utilizzo di SUV per le rapide incursioni, l’abbigliamento scuro con passamontagna, l’accento pugliese dei componenti e l’impiego di polvere nera come innesco per le deflagrazioni.

L’arresto nel Savuto e la pista pugliese

Nonostante l’efficacia dei raid, l’attività investigativa dell’Arma dei Carabinieri ha segnato un punto di svolta a Santo Stefano di Rogliano. Durante un colpo nell’area del Savuto, la banda è stata costretta a una fuga precipitosa a causa dell’intervento delle pattuglie. Nella concitazione del momento, un presunto componente del gruppo è stato abbandonato dai complici.

Si tratta di Josef Nicoletto, 25 anni, originario di Modugno (BA), fermato poco dopo e tradotto in carcere su disposizione del Procuratore di Cosenza, Vincenzo Capomolla, e del PM Veronica Rizzaro. Il giovane, che si dichiara estraneo ai fatti, comparirà oggi davanti al GIP per l’udienza di convalida.

Il ritorno nel Tavoliere

Incalzata dalle indagini in Calabria e Basilicata, l’organizzazione sembra aver spostato il raggio d’azione verso la Puglia, colpendo recentemente i centri di Capurso (Bari) e Peschici (Foggia) con la medesima tecnica. Le autorità mantengono il massimo riserbo, ma l’arresto del 25enne barese rappresenta la prima traccia concreta per smantellare l’intera rete di “batterie” che sta terrorizzando i piccoli centri del Sud Italia.

Redazione

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