Si è spento all’età di 69 anni Giancarlo Cauteruccio, figura centrale della sperimentazione teatrale e artistica italiana. Nato a Marano Marchesato (Cosenza) nel 1956, il regista è deceduto nella sua terra d’origine, a Sibari dove era rientrato dopo una lunga e prolifica carriera che ha avuto in Firenze e Scandicci i suoi epicentri creativi. Se n’è andato nell’Hospice di Cassano Ionio.
L’innovazione multimediale e l’esperienza Krypton
Arrivato in Toscana negli anni Settanta come studente di architettura, Cauteruccio ha saputo interpretare lo spazio urbano e scenico attraverso una lente inedita. Nel 1982 fonda la compagnia Krypton, insieme a Pina Izzi e Regina Martino, segnando una svolta nel linguaggio performativo.
Il debutto dell’opera rock Eneide (1983), con la colonna sonora dei Litfiba, rappresentò un unicum per l’epoca: fu la prima volta che la tecnologia laser venne integrata organicamente in una narrazione teatrale. Il successo fu tale da portare la produzione a La Mama di New York, tempio mondiale della ricerca artistica. Celebre resta anche Intervallo (1984), lo spettacolo che avvolse l’Arno in un’atmosfera fantascientifica, celebrato all’epoca anche dallo scrittore Pier Vittorio Tondelli.
Il modello Scandicci: il Teatro Studio
Uno dei lasciti più significativi di Cauteruccio è la trasformazione del Teatro Studio di Scandicci. Sotto la sua direzione (1991-2015), l’ex scuola di periferia divenne un laboratorio permanente di caratura internazionale, capace di attrarre maestri del calibro di Bob Wilson, Luca Ronconi e Mario Luzi.
Oltre alla ricerca sul mito e sull’opera di Samuel Beckett — suo autore di riferimento ed esplorato in capolavori come L’ultimo nastro di Krapp — Cauteruccio dedicò gran parte della sua attività alla formazione delle nuove generazioni, accogliendo a Scandicci formazioni allora emergenti come Motus e Sotterraneo.
Collaborazioni e impegno civile
Il prestigio di Cauteruccio è testimoniato dalle numerose collaborazioni con icone della cultura contemporanea, tra cui Franco Battiato (per l’opera Gilgamesh), Irene Papas, Ornella Vanoni, Anna Bonaiuto e Alessandro Haber.
Negli ultimi anni, pur segnato da un distacco amaro dalle istituzioni teatrali toscane, l’artista non ha mai cessato la propria attività. Tra i suoi ultimi impegni di rilievo si ricorda la potente azione teatrale sulla spiaggia di Cutro nel 2023, a un mese dal tragico naufragio, e il progetto per la Casa della Musica a Rende, in Calabria: un polo internazionale destinato ai giovani musicisti che rappresenterà l’ultimo tassello della sua visione artistica.
(la foto di Giancarlo Cauteruccio è di Giusi Ingrosso)
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