Non è più la Cosenza “isola felice” degli scorsi decenni. I dati del 2025 parlano chiaro: la provincia bruzia ha superato le zone storicamente calde della Calabria per incendi, traffico di droga e lesioni. La criminalità organizzata ha spostato il proprio baricentro verso un’area ricca di opportunità economiche, mettendo nel mirino i cantieri del nuovo Ospedale della Sibaritide e i lavori sulla Statale 106.
A fronte di questa offensiva criminale, lo Stato appare però sguarnito. Secondo la denuncia della U.I.L. Polizia, i criteri di assegnazione del personale sono ancorati a una visione superata della criminalità regionale. Se la ‘ndrangheta evolve e attacca il cuore produttivo del territorio, la risposta delle istituzioni deve essere altrettanto dinamica. «La sicurezza è un’opportunità di sviluppo, non un costo», avverte il sindacato, sollecitando un intervento diretto del Capo della Polizia.
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