A distanza di un anno esatto dalla tragica scomparsa di Serafino, il quarantottenne tifoso del Cosenza Calcio deceduto il 4 gennaio 2025, il mondo della tifoseria organizzata torna a far sentire la propria voce. All’ingresso della Curva Nord Massimiliano Catena, il gruppo ultras Anni Ottanta ha esposto uno striscione dal messaggio inequivocabile: “4-01-2025 / 4-01-2026 Serafino attende giustizia”.
La vicenda, che ha profondamente scosso la comunità locale, risale a un anno fa, quando l’uomo perse la vita a bordo di un’ambulanza lungo la Statale 107. Da allora, il desiderio di fare piena luce sulle dinamiche del decesso e sulle eventuali responsabilità è rimasto un tema centrale per il tifo bruzio, che ha trasformato il ricordo del sostenitore in una costante richiesta di trasparenza.
Il legame tra la tifoseria e il ricordo
Non è la prima volta che gli spalti dello stadio “San Vito-Gigi Marulla” diventano teatro di manifestazioni di affetto per Serafino. Già lo scorso 10 gennaio, in occasione della sfida contro il Mantova, le curve Nord e Sud si erano unite in un tributo corale. In quell’occasione, al minuto 9 — numero simbolo legato alla leggenda Gigi Marulla, idolo del defunto tifoso insieme a Marco Negri — era apparso lo striscione “Siamo tutti Serafino”.
Un omaggio che si era ripetuto anche in trasferta, come allo stadio “Zini” di Cremona, a testimonianza di un legame che supera i confini del campo da gioco. Oggi, nel primo anniversario della scomparsa, il gruppo Anni Ottanta ribadisce la volontà di non lasciare che il tempo offuschi la memoria di Serafino, rinnovando l’appello affinché le autorità competenti facciano definitiva chiarezza sulla tragedia avvenuta sulla “Silana-Crotonese”.
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