Scontro in Consiglio regionale: l’opposizione contesta le nomine nelle commissioni

Duro affondo di Tridico e Scutellà sulla gestione delle cariche e sul bilancio. La maggioranza replica: «Accuse prive di fondamento»

Pasquale Tridico_Regione Calabria

Le recenti elezioni dei vertici delle commissioni presso il Consiglio regionale della Calabria hanno innescato una fase di forte tensione politica. Al centro della disputa vi è il mancato affidamento della Presidenza della Commissione Vigilanza alla minoranza, una scelta che ha scatenato le dure critiche degli esponenti dell’opposizione e una pronta replica da parte della maggioranza di centrodestra.

Le accuse dell’opposizione: «Mancato rispetto degli accordi» Pasquale Tridico, europarlamentare e già candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, ha espresso una ferma condanna nei confronti della coalizione guidata da Roberto Occhiuto. Secondo Tridico, sarebbe stato disatteso un “gentlemen’s agreement” che prevedeva l’assegnazione della Commissione Vigilanza alle forze di minoranza. L’esponente del centrosinistra ha parlato di una gestione degli organi consiliari volta a escludere il pluralismo istituzionale, denunciando un approccio che definisce lesivo del bon ton istituzionale.

Sulla stessa linea Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che ha esteso la critica alla gestione complessiva dell’Ente. Scutellà accusa la presidenza di dare priorità alle dinamiche interne di partito e alle ambizioni politiche personali a discapito delle emergenze regionali, citando in particolare i ritardi su trasporti, sanità e liquidazione dei Tfr.

La replica della maggioranza Non si è fatta attendere la risposta della coalizione di governo attraverso le parole del capogruppo di Forza Italia, Domenico Giannetta. L’esponente azzurro ha respinto ogni accusa di deficit democratico, definendo le rimostranze dell’opposizione “pretestuose”. Giannetta ha supportato la propria tesi citando i precedenti storici del Consiglio regionale calabrese, ricordando come la Commissione Vigilanza sia stata presieduta dalla maggioranza in cinque diverse legislature, senza che ciò compromettesse il corretto funzionamento dell’istituzione.

Il nodo del bilancio e dei servizi Oltre alle poltrone, il dibattito si è spostato sulla manovra finanziaria da circa 7,4 miliardi di euro. L’opposizione descrive il bilancio come un documento privo di visione strategica e fortemente vincolato. Viene evidenziato come oltre il 60% delle risorse (circa 4,5 miliardi) sia assorbito dal comparto sanitario senza però garantire servizi adeguati. Critiche sono giunte anche sul fronte trasporti: nonostante gli annunci di investimenti miliardari, la minoranza lamenta l’isolamento delle aree interne e l’inefficienza della mobilità sulla fascia jonica.

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