Il Consiglio comunale di Cosenza è convocato per venerdì 19 dicembre per l’approvazione di una delibera fondamentale: il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari da allegare al Bilancio di previsione 2026-2027. Lo scrive Gazzetta del Sud, oggi in edicola. Il Piano, proposto dal dirigente del settore Patrimonio, Giuseppe Bruno, ha un valore stimato superiore ai 54 milioni di euro. E include un vasto insieme di beni comunali, tra cui terreni, palazzi, fabbricati, capannoni e appartamenti.
Il catalogo comprende immobili di rilievo storico e sociale, come l’ex bocciodromo di via degli Stadi (valutato circa due milioni di euro) e quello di via Libero Grassi 723 mila euro. Ma l’elemento che spicca per valore e rilevanza è la Piscina comunale di Campagnano, stimata oltre 3 milioni di euro. L’elenco include anche le villette del villaggio rom di via degli Stadi (98 mila euro ciascuna) e l’ex mercato rionale di via Guido Dorso.
Obiettivo: risanamento e liquidazione
Nella proposta del dirigente Bruno, la destinazione dei proventi derivanti dall’alienazione di questi beni patrimoniali disponibili è chiaramente indicata: il risanamento dell’Ente e l’estinzione della massa passiva generata dal dissesto finanziario.
L’approvazione del Piano comporterà la consegna degli asset alla Commissione straordinaria di liquidazione. Sarà quest’ultimo Organismo a procedere alla ricognizione e all’effettiva alienazione dei beni, con l’obiettivo ultimo di soddisfare i creditori e completare il definitivo risanamento economico dell’Ente. La delibera e il Piano saranno parte integrante e sostanziale del bilancio di previsione 2026 e del pluriennale 2026-2028, la cui approvazione seguirà in un momento successivo.
I dubbi sulla piscina comunale
La possibile alienazione dell’impianto natatorio di Campagnano ha sollevato forti perplessità tra le fila dell’opposizione. I consiglieri Bianca Rende e Aldo Trecroci hanno presentato un’interrogazione al sindaco Franz Caruso, depositata ieri mattina.
I consiglieri rilevano che l’impianto, attualmente concesso alla società Amphiios (subentrata a Co.Ge.Is. prima del 2016), risulterebbe in mora nei confronti dell’amministrazione comunale per utenze non pagate e già accertate dagli uffici, senza che risultino ad oggi azioni di recupero di tali somme.
Nell’interrogazione, Rende e Trecroci sollevano una serie di quesiti cruciali nell’ipotesi in cui si procedesse alla vendita del bene:
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Quale sorte subirebbe il rapporto concessorio in essere?
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Quale garanzia di recupero delle somme dovute sussisterebbe nei confronti del concessionario?
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Quali garanzie riceverebbe il personale attualmente impiegato nella struttura?
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Quali garanzie avrebbero le società sportive per la fruizione degli spazi acqua?
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Quali garanzie potrebbe ottenere il Comune per assicurare un utilizzo inclusivo della struttura, anche in caso di proprietà o gestione interamente privata?
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