Con l’approssimarsi delle festività natalizie, si rinnova l’annosa e complessa questione del rincaro dei trasporti che grava pesantemente sulle tasche dei cittadini che desiderano rientrare nelle regioni del Sud, in particolare la Calabria. L’incremento dei costi, acuito dalla forte domanda stagionale, sta trasformando l’esodo di Natale in un lusso insostenibile per numerosi lavoratori, professionisti e studenti fuori sede.
I dati raccolti evidenziano tariffe aeree che, specialmente per i voli diretti nelle giornate cruciali prima della Vigilia, raggiungono cifre proibitive. Ad esempio, un volo di sola andata sulla tratta Milano-Reggio Calabria, operato da una compagnia aerea low-cost per il 23 dicembre, è stato quotato a una tariffa base di 203 euro, con una disponibilità di posti estremamente limitata. La dinamica dei prezzi, legata all’algoritmo che modula i costi in base alla domanda e alla disponibilità residua, suggerisce che tali tariffe siano destinate a salire ulteriormente.
Le compagnie di bandiera presentano listini ancora più elevati. Per “scendere” da Milano a Reggio Calabria, le quotazioni per i giorni immediatamente precedenti il Natale (22, 23, 24 dicembre) arrivano a sfiorare i 500 euro per la sola andata. Considerando i voli di andata e ritorno, i costi complessivi per un viaggio Nord-Sud e viceversa possono facilmente superare gli 800 euro, rendendo il rientro per le feste di fatto un’operazione finanziariamente ardua.
Il paradosso dei viaggi e le denunce
Un elemento particolarmente critico emerso dall’analisi delle tariffe è il “paradosso dello scalo”: in diverse occasioni, volare con scalo in una capitale europea risulta essere meno oneroso rispetto a un volo diretto tra il Nord e il Sud Italia. Questa distorsione del mercato dei trasporti domestici alimenta il dibattito sulla reale volontà di agevolare la mobilità interna, specialmente in un periodo ad alta intensità emotiva e sociale come il Natale.
Non solo il trasporto aereo, ma anche quello terrestre registra aumenti significativi. Secondo i dati forniti da Assoutenti, un viaggio ferroviario di sola andata in treno ad Alta Velocità sulla tratta Torino-Reggio Calabria per il 20 dicembre ha un costo che si aggira intorno ai 199 euro, con cifre analoghe per i collegamenti da Milano e Genova. A ciò si aggiungono le problematiche relative a frequenti cancellazioni e sostituzioni con servizi su gomma.
Infine, anche la circolazione su gomma è impattata dai recenti aumenti dei carburanti. I dati Assoutenti rilevano un incremento medio del prezzo del gasolio self-service del +6,4% rispetto al mese precedente, e del +3,1% per la benzina, aumentando il costo di un pieno di circa 5,2 euro.
Accuse di speculazione e interventi istituzionali
Il fenomeno del caro-trasporti è stato etichettato da diverse associazioni di consumatori come una “forma di odiosa speculazione sulla pelle dei consumatori”. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha sottolineato l’evidente sproporzione tra il servizio offerto e i costi imposti durante le festività.
Il Codacons ha segnalato aumenti tariffari che in alcuni casi arriverebbero fino al 900%. A fronte di un’impennata ritenuta ingiustificata, l’associazione ha presentato una nuova segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), già impegnata in un’indagine sul fenomeno del caro-voli, oltre che all’ENAC e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), sollecitando un intervento normativo per calmierare i prezzi.
La dinamica di mercato attuale, seppur parzialmente spiegata dall’algoritmo che lega l’offerta alla domanda, rischia di perpetuare una situazione che, secondo gli osservatori, vanifica gli sforzi di promozione territoriale e di legame con le proprie radici, contribuendo al progressivo “desertificazione” delle regioni meridionali.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.