L’andamento dell’influenza e delle altre infezioni respiratorie acute in Italia mantiene una sostanziale stabilità nella settimana compresa tra il 10 e il 16 novembre 2025. I dati rilevati mostrano un’incidenza di 7,91 casi ogni mille assistiti, corrispondente a una stima di circa 446 mila nuove diagnosi nell’arco dei sette giorni. Dall’inizio della stagione fredda, il totale cumulativo delle infezioni ha superato i 2,1 milioni di casi.
Focus su fasce d’età e intensità regionale
La fascia demografica più colpita si conferma quella dei bambini al di sotto dei quattro anni, dove l’incidenza supera i 25 casi ogni mille assistiti, evidenziando la loro maggiore vulnerabilità. Nonostante l’aumento dei contagi, l’intensità del fenomeno a livello nazionale si mantiene complessivamente bassa o prossima ai livelli basali in tutte le regioni italiane, secondo i monitoraggi condotti dal sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Circolazione virale eterogenea
L’analisi di 1.648 campioni provenienti dalla rete di sorveglianza rivela un quadro virale composito. Tra i campioni risultati positivi, il virus influenzale (prevalentemente di tipo A) rappresenta l’11,2% delle rilevazioni. Il Sars-CoV-2 mostra un’incidenza in calo, attestandosi al 6,3%, mentre il virus respiratorio sinciziale (RSV) si mantiene sotto l’1%. I Rhinovirus emergono come i più diffusi, essendo responsabili del 16,9% delle positività riscontrate.
È da notare che nelle strutture ospedaliere si registrano percentuali più elevate dei principali patogeni respiratori, con una significativa presenza di Rhinovirus, Sars-CoV-2 e virus influenzali. In particolare, tra la popolazione over 65, il Sars-CoV-2 continua a rappresentare una minaccia significativa.
Raccomandazioni e prospettive epidemiologiche
L’esperto di Igiene e Sanità Pubblica, Gianni Rezza, osserva che l’attuale stagione influenzale sta procedendo in maniera “simile allo scorso anno”, anche considerando la nuova definizione di caso che include anche le infezioni acute senza febbre. L’epidemiologo suggerisce che il virus A(H3N2) potrebbe prevalere sul ceppo H1N1 nel corso della stagione.
In questo contesto, sia Rezza che l’Istituto Superiore di Sanità ribadiscono l’importanza della campagna vaccinale. Novembre viene indicato come un mese cruciale per la somministrazione del vaccino antinfluenzale ad anziani e persone fragili, al fine di mitigare il rischio di complicanze gravi e ridurre la circolazione virale in vista dei mesi invernali. L’andamento stabile attuale non deve infatti diminuire l’attenzione verso la protezione delle categorie più esposte.
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