“Si è coronato un sogno iniziato decenni fa”, ha dichiarato Sandro Principe, storico esponente della politica calabrese nonché sindaco di Rende, commentando l’intesa siglata con la Regione Calabria per il potenziamento del sistema universitario e sanitario grazie alla costruzione del Policlino. L’annuncio segna una tappa significativa in un percorso iniziato negli anni ’70, quando la città di Rende fu tra le prime a sostenere l’arrivo dell’Università della Calabria.
Principe ha ricordato il ruolo centrale del Comune nel garantire all’ateneo gli strumenti necessari per crescere: “Quando l’Università arrivò a Rende – ha affermato – ci attivammo immediatamente, con espropri e servizi, per consentirne l’insediamento. Per anni, senza alcun supporto regionale, è stata Rende a sostenere il progetto con risorse proprie”.
Ora, con il coinvolgimento diretto della Regione, il quadro appare finalmente completo. “Dopo decenni – ha aggiunto – vediamo la Regione affiancarsi all’Università, che in cinquant’anni ha costruito un patrimonio straordinario. È un passaggio storico”.
Ma, secondo Principe, il compito non è terminato: occorre collegare concretamente il campus al resto della regione, rendendolo accessibile e integrato nella rete infrastrutturale calabrese. “Stiamo già lavorando al raccordo con lo svincolo di Settimo – ha spiegato – e attendiamo che venga completato il collegamento ferroviario con la stazione di Santa Maria di Settimo, dove è previsto anche l’arrivo dell’alta velocità”.
Il potenziamento del polo medico e sanitario è un altro snodo fondamentale, reso urgente dalla nascita della facoltà di Medicina. Principe è netto: “È naturale che il Policlinico venga realizzato ad Arcavacata”, ma precisa che non può essere trascurato l’Ospedale dell’Annunziata. “Lo dico da tempo: mentre si lavora alla costruzione del nuovo ospedale universitario, l’Annunziata deve essere potenziata, per garantire risposte immediate alle emergenze e per adeguarsi agli standard moderni della sanità”.
L’integrazione tra Università, Regione e territorio è dunque il perno della visione tracciata da Principe, che vede nell’alleanza istituzionale la chiave per completare un progetto iniziato cinquant’anni fa e mai davvero concluso.
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