Sanità territoriale, il dg Graziano: «Più ascolto, più vicinanza ai cittadini»

Il direttore dell’Asp di Cosenza propone un nuovo modello di salute pubblica: rete tra istituzioni, assistenza integrata e centralità della persona

Un modello di sanità pubblica che si fonda sull’ascolto e sulla prossimità, mettendo al centro i cittadini, i loro bisogni e le comunità in cui vivono. È questa la visione illustrata da Antonio Graziano, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che ha rilanciato una strategia fondata su un approccio umano, inclusivo e territoriale alla salute.

Per il dg, il futuro della sanità si gioca fuori dagli ospedali: «Serve avvicinarsi alle aree periferiche, alle zone interne dove risiedono persone fragili, spesso escluse dai servizi essenziali», ha affermato. Un principio che richiama l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale di ogni individuo.

Il lavoro congiunto tra Asp e amministrazioni locali viene indicato come elemento chiave per una sanità di prossimità realmente efficace. Graziano ha sottolineato il valore della cooperazione istituzionale: «I sindaci conoscono a fondo il tessuto sociale e i bisogni reali dei territori. Da un confronto diretto con le comunità nasce una risposta concreta e condivisa», ha dichiarato, ricordando che l’Azienda dialoga quotidianamente con oltre 150 Comuni.

Secondo il manager sanitario, i bisogni sociali ignorati rischiano di evolvere in bisogni sanitari, aggravando la pressione sul sistema e danneggiando i cittadini più vulnerabili. Di fronte a questa sfida, la presa in carico del paziente deve superare l’ambito clinico e includere aspetti psicologici e relazionali. «Significa occuparsi della persona nella sua interezza, tenendo conto della qualità della vita, del contesto familiare, dei disagi sociali», ha spiegato.

L’approccio proposto mira a una sanità moderna e sostenibile, che non si limita alla cura della malattia ma promuove il benessere globale. In quest’ottica, l’Asp di Cosenza ha confermato il rafforzamento di numerosi progetti: assistenza domiciliare potenziata, sviluppo delle Case della comunità, reti integrate con medici di base e pediatri, telemedicina e collaborazione attiva con i comuni.

«Vogliamo una sanità più accessibile e vicina ai cittadini», ha ribadito Graziano, e per riuscirci serve un patto tra istituzioni, professionisti e comunità locali. La sfida è trasformare la sanità in uno strumento di equità sociale, e non solo di assistenza clinica.

Il direttore ha infine lanciato un appello alla responsabilità condivisa, indicando nell’ascolto e nella partecipazione collettiva la via per costruire una società più giusta e solidale. «Una sanità efficace non si misura solo con i numeri, ma con la capacità di ascoltare e di rispondere», ha concluso.

Redazione

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