“In viaggio sul treno della Sila”: a Cosenza una mostra racconta l’epopea della storica Ferrovia

Un progetto ambizioso di ingegneria ferroviaria che raggiunse il punto più alto d'Italia per linee ridotte. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Cesare Pozzo, è in programma venerdì 24 ottobre all’Archivio di Stato

Costruita nei primi anni del Novecento, la Ferrovia silana a scartamento ridotto faceva parte di una rete di linee secondarie del Sud Italia che per molti anni ha permesso alle aree interne di collegarsi con le città principali e, di conseguenza, con la rete ferroviaria nazionale.

Sotto l’aspetto dell’ingegneria ferroviaria, il progetto fu ambizioso, superando un notevole dislivello: partendo dai 232 metri sul livello del mare della valle del Crati, ha raggiunto il punto più alto delle ferrovie italiane a scartamento ridotto ai 1.405 metri della stazione di San Nicola Silvana Mansio. Soprattutto, ha rappresentato il collegamento più veloce — a quei tempi — per attraversare la Sila, prima che venisse costruita la strada statale 107 della Calabria, agli inizi degli anni Settanta.

Alla storia di questa infrastruttura e al progetto di recupero che la riguarda è dedicata la mostra “In viaggio sul treno della Sila”, in programma venerdì 24 ottobre all’Archivio di Stato di Cosenza.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità, in collaborazione con le scuole del territorio. Un contributo fondamentale è stato dato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Casali del Manco e del Liceo Scientifico Fermi – Polo Tecnico Brutium, che hanno realizzato ricerche e lavori dedicati al percorso della linea ferroviaria e al suo valore storico.

L’esposizione raccoglie documenti, fotografie e oggetti d’epoca che raccontano l’epopea della ferrovia, il lavoro di tanti uomini e la vita lungo i binari della Sila. Saranno esposte, per esempio, una valigia originale di un capotreno del XIX secolo, una collezione di orologi da taschino delle Ferrovie Calabro Lucane, modellini di treni a scartamento ridotto e materiali preziosi provenienti dal Fondo Aletti, conservato presso l’Archivio di Stato di Cosenza.

Alla giornata parteciperanno anche l’Associazione per gli Studi Storici Strade Ferrate del Mediterraneo – Ferrovie Calabro Lucane ODV, rappresentata dal presidente Fedele Sirianni, e la FREMO Calabria. Quest’ultima contribuirà con modelli ferroviari che illustrano la storia e la tecnica costruttiva dei treni, inclusi alcuni moduli a norma FREMO H0m e modelli delle automotrici M1, le cosiddette “Emmine”, che a partire dai primi anni Trenta sostituirono la locomotiva a vapore rendendo più veloce il trasporto dei viaggiatori sulle linee a scartamento ridotto.

Il programma prevede l’apertura dei lavori alle 9.45, seguita dagli interventi degli studenti con le presentazioni “La ferrovia siliana nel racconto dei ragazzi” e “Idee per il rilancio della ferrovia silana”. L’evento si concluderà con la consegna degli attestati e la presentazione del volume curato dalla Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità.

Redazione

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