Superperizia sul caso Vespa: tre esperti per chiarire la capacità di intendere e volere

Il gip Letizia Benigno nomina un collegio di specialisti per accertare lo stato mentale della donna che rapì una neonata a Cosenza

Una superperizia psichiatrica è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, nell’ambito del procedimento che vede imputata per sequestro di persona Rosa Vespa, 49 anni. La decisione arriva per fare chiarezza tra le valutazioni contrastanti emerse dalle perizie già depositate dalle parti.

Il caso risale al 21 gennaio scorso, quando la donna fece irruzione nella casa di cura “Sacro Cuore”, situata nel centro cittadino, portando via una neonata di nome Sofia, nata appena il giorno precedente. Dopo averla sottratta alla madre, Vespa condusse la bambina nella propria abitazione a Castrolibero, dove fu rintracciata poche ore più tardi.

Le indagini, coordinate dal questore Giuseppe Cannizzaro, hanno permesso di individuare rapidamente la responsabile grazie alle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza presenti nella struttura sanitaria. Arrestata dalla polizia, la 49enne fu inizialmente trasferita nel carcere di Castrovillari, per poi ottenere gli arresti domiciliari dopo alcune settimane di detenzione.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Gianluca Garritano e Teresa Gallucci, ha da subito sostenuto la necessità di accertare lo stato mentale dell’imputata al momento del fatto. Secondo la consulenza della dottoressa Patrizia Nicotera, presentata dai legali, la donna non sarebbe stata pienamente capace di intendere e di volere. Di diverso parere la relazione del consulente del pubblico ministero, il professore Paolo De Pasquali, che invece ha concluso per la piena lucidità della 49enne.

Per dirimere le divergenze, il gip ha disposto un nuovo accertamento affidato a un collegio di esperti indipendenti. Il team sarà composto da Michele Di Nunzio, psichiatra, psicoterapeuta e docente di Psichiatria forense alla Lumsa di Roma; Gabriella Bolzoni, psicologa e criminologa; e Roberta Costantini, psicologa giuridica e psicoterapeuta. Il collegio riceverà l’incarico ufficiale lunedì 27 ottobre, con la consueta cerimonia del giuramento.

Agli specialisti il giudice Benigno ha chiesto di stabilire se Rosa Vespa fosse in grado, al momento del rapimento, di comprendere la gravità delle proprie azioni e di autodeterminarsi. In caso contrario, dovranno chiarire in quale misura eventuali disturbi psichici possano aver influito sulla condotta.

La perizia dovrà inoltre esaminare la persistenza di eventuali patologie mentali e valutarne l’impatto sulle possibili condotte future dell’imputata, un elemento fondamentale per decidere l’adozione o meno di misure di sicurezza. L’esito dell’indagine peritale sarà decisivo per la prosecuzione del processo e per la definizione della responsabilità penale della donna.

Redazione

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