È rientrato in Calabria, Vincenzo Fullone, l’attivista di 53 anni originario di Mirto-Crosia, nel Cosentino, trattenuto per alcuni giorni in Israele dopo essere stato arrestato durante una missione umanitaria. Fullone ha preso parte alla Freedom Flotilla Bis, navigando a bordo della nave Conscience, diretta verso la Striscia di Gaza.
L’arresto era avvenuto in acque internazionali, dove la nave è stata intercettata e bloccata dalla marina israeliana mentre tentava di portare aiuti umanitari ai civili palestinesi. Medici e farmaci, infatti, facevano parte del carico umanitario destinato alla popolazione di Gaza, da mesi al centro di una grave emergenza.
Dopo il fermo, Fullone è stato trattenuto in territorio israeliano per alcuni giorni prima del rimpatrio. Il volo è atterrato all’aeroporto di Lamezia Terme, dove ad attenderlo c’erano familiari, parenti e un gruppo di attivisti calabresi pro Palestina, mobilitati con un passaparola partito sui social.
Visibilmente provato ma lucido, Fullone ha rilasciato alcune dichiarazioni all’arrivo, esprimendo amarezza per non aver potuto completare la missione:
“Sono deluso e rammaricato per non aver potuto portare medici e quei farmaci a Gaza. Quello che hanno fatto a noi non è niente in confronto a quello che fanno a loro da anni”, ha affermato.
La sua testimonianza si inserisce in un contesto sempre più teso, dove le missioni umanitarie via mare continuano a incontrare ostacoli e blocchi nelle acque del Mediterraneo. La Freedom Flotilla, nata per rompere il blocco imposto a Gaza, è una delle iniziative civili internazionali più note in questo ambito, e ha già visto in passato episodi simili.
L’accoglienza calorosa e il sostegno della rete di attivisti locali dimostrano come, anche a livello regionale, il tema palestinese continui a suscitare mobilitazione e partecipazione attiva. La vicenda di Fullone ha riacceso l’attenzione sul trattamento riservato agli operatori umanitari internazionali e sulla difficoltà di far arrivare aiuti nella Striscia.
Le prossime settimane potrebbero portare nuove testimonianze e iniziative, mentre cresce l’attenzione mediatica su chi, come Fullone, ha scelto di esporsi in prima persona per portare assistenza nelle aree di crisi.
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