Rende entra nel circuito del grande tennis internazionale ospitando un prestigioso torneo WTA 125, che porta con sé 32 atlete in tabellone, 16 coppie di doppio e un montepremi da 115.000 dollari. Ma oltre al lato sportivo, l’evento rappresenta una vetrina nazionale per la città, capace di attirare l’attenzione dei media e di generare ricadute economiche immediate.
Il torneo ha trasformato la città in un palcoscenico di livello, attirando appassionati, giornalisti e curiosi, con un flusso turistico che ha riempito alberghi, ristoranti e negozi locali. Un indotto concreto che, come dimostrano esperienze simili in altre località italiane, genera centinaia di presenze in pochi giorni, attivando una filiera virtuosa che coinvolge strutture ricettive, esercizi commerciali e servizi.
Per la prima volta da anni, Rende conquista le cronache per meriti sportivi e organizzativi, e non per conflitti politici o vicende amministrative. La città dimostra così di poter ospitare manifestazioni internazionali, rafforzando la propria immagine a livello nazionale.
Tuttavia, nonostante il successo evidente, non tutti sembrano condividere l’entusiasmo cittadino. Il sindaco Sandro Principe, secondo quanto riportano diverse voci, non ha espresso alcun apprezzamento per l’iniziativa, mantenendo un atteggiamento distaccato e critico. Un comportamento che lascia perplessi, soprattutto perché l’evento non rappresenta un successo personale o di partito, ma un’opportunità collettiva per la città.
L’accusa mossa al primo cittadino è quella di continuare a combattere contro il passato, ostacolando ogni progetto che non rientri nella propria visione amministrativa. Un atteggiamento definito “ossessione cronica”, che rischia di penalizzare Rende proprio nel momento in cui si sta affermando come realtà dinamica e aperta al cambiamento.
In questo clima, emergono segnalazioni su luoghi pubblici trascurati, molti dei quali riqualificati dalla precedente amministrazione: dal Parco Robinson, che dopo anni di degrado era tornato a essere punto di riferimento per famiglie e bambini, ad alcune piazze centrali rimesse a nuovo e ora lasciate all’incuria. Eclatante è il caso della nuova biblioteca di Piazza Matteotti, che anziché diventare un polo culturale per la città, è oggi occupata dalla Sorical, società regionale per la gestione delle risorse idriche. Una scelta contestata da molti cittadini, che vedono svanire un progetto pensato per il pubblico in favore di una funzione meramente amministrativa.
Il contrasto tra il fermento generato dal tennis e le tensioni politiche è evidente. Da una parte, un evento sportivo che unisce e fa crescere, dall’altra, una classe dirigente che rischia di rimanere prigioniera delle proprie rivalità.
Ma Rende, nel frattempo, si gode la sua settimana da protagonista, respirando un’aria internazionale, accogliendo atleti e visitatori, e mostrando le sue potenzialità in termini di accoglienza, organizzazione e visione. Le polemiche restano sullo sfondo, mentre la città dimostra che lo sport può essere un veicolo di rilancio culturale, sociale ed economico.
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