Scuole italiane fuori norma: il 90% degli edifici non ha tutte le certificazioni

Dati allarmanti dal dossier di Tuttoscuola: in Calabria oltre il 20% degli istituti scolastici è completamente irregolare

Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, torna al centro del dibattito la questione della sicurezza degli edifici scolastici, una criticità storica che i numeri contenuti nell’ultimo dossier di Tuttoscuola trasformano in una vera emergenza nazionale. Secondo quanto emerso dall’analisi dei dati ufficiali relativi all’anno scolastico 2023-2024, nove scuole su dieci in Italia risultano sprovviste di almeno una delle cinque certificazioni obbligatorie in materia di sicurezza, e ben 3.500 edifici scolastici — il 9% del totale — non dispongono di alcuna certificazione.

Il dato nazionale è preoccupante, ma la situazione si aggrava nel Mezzogiorno, dove la Calabria si posiziona tra le regioni con i numeri peggiori d’Italia. Su 2.105 edifici scolastici statali presenti nella regione, 432 risultano completamente privi di certificazioni obbligatorie, pari a oltre il 20% del totale. Solo l’Abruzzo, con un inquietante 32,4%, supera la Calabria in questa poco lusinghiera classifica, mentre la Campania si attesta al 18,4%.

Il dossier, basato sui dati pubblicati il 14 luglio dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso l’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia scolastica, è il primo a fornire una panoramica completa sul livello di conformità normativa dei quasi 40mila edifici scolastici italiani. Le certificazioni prese in esame sono cinque: certificato di agibilità, certificato di prevenzione incendi, omologazione della centrale termica, piano di evacuazione e documento di valutazione dei rischi (DVR). Fino ad oggi si conosceva solo la percentuale degli edifici in regola con singole certificazioni, ma non quanti fossero realmente a norma su tutti i fronti.

Oltre 7 milioni di alunni e circa un milione di tra docenti e personale scolastico si apprestano a trascorrere circa 200 giorni all’anno all’interno di strutture che, nel 90% dei casi, non rispettano pienamente i requisiti minimi di sicurezza. Ancora più allarmante è il fatto che in una scuola calabrese su tre non esiste nemmeno un piano di evacuazione, rendendo impossibile una gestione efficace delle emergenze. A livello nazionale, questa grave mancanza si registra in una scuola su sei.

Le cause del ritardo nella messa a norma sono molteplici e strutturali: carenza di fondi, eccessiva burocrazia, mancanza di competenze tecniche negli enti locali, disponibilità limitata di imprese specializzate, e in molti casi la natura stessa degli edifici scolastici, spesso adattati da altre destinazioni d’uso o vincolati dal punto di vista storico e architettonico. Il 17% degli edifici, ad esempio, non era stato originariamente progettato per essere una scuola.

Un ulteriore ostacolo è rappresentato dal fatto che molte strutture sono tuttora in fase di ristrutturazione, con iter spesso lunghi e frammentati. Il risultato è un sistema scolastico che continua a basarsi su infrastrutture inadeguate, mettendo a rischio ogni giorno studenti, insegnanti e operatori scolastici.

Servono investimenti certi e un piano di intervento nazionale coordinato, capace di affrontare non solo l’adeguamento delle certificazioni, ma anche una riorganizzazione profonda della gestione edilizia del comparto scolastico, a partire dalle zone più fragili del Paese, come la Calabria. Il diritto allo studio non può prescindere dalla sicurezza degli ambienti scolastici.

Redazione

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