Il ritorno alle urne anticipato in Calabria non tocca l’indennità di fine mandato spettante ai consiglieri regionali uscenti, a meno che non siano immediatamente rieletti. Il trattamento economico di fine incarico, previsto dalla normativa regionale, rimane valido anche se la legislatura non si è conclusa regolarmente, come nel caso attuale.
L’importo spettante viene calcolato in base ai dodicesimi dell’indennità percepita annualmente, per ciascun anno di servizio – o frazione – esercitato dal consigliere, fino a un massimo di dieci anni. In pratica, anche se un consigliere ha ricoperto il mandato per un solo anno o per una parte di esso, ha comunque diritto a una quota proporzionale della buonuscita. Se il servizio supera il decennio, il calcolo si ferma comunque ai primi dieci anni.
Facendo un esempio concreto, con una legislatura come quella appena conclusa, durata quattro anni, un consigliere regionale può beneficiare di una liquidazione pari a circa 20.400 euro, derivante da 4 annualità moltiplicate per 5.100 euro, ovvero l’indennità mensile netta considerata per il conteggio.
Questo assegno di fine mandato spetta a tutti i consiglieri che non sono stati rieletti immediatamente, sia a quelli che hanno deciso di non ricandidarsi, sia a chi ha tentato una nuova corsa elettorale ma non ha ottenuto abbastanza voti. In entrambi i casi, si tratta di un importo significativo che può rappresentare un sostegno economico importante, soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla conclusione del mandato.
Per alcuni candidati, questa somma può contribuire a coprire i costi della nuova campagna elettorale, sostenendo spese come materiali promozionali, eventi pubblici o comunicazione. Per altri, rappresenta una buonuscita definitiva, utile per chi ha deciso di chiudere con l’esperienza politica e tornare alla propria attività professionale o alla vita privata.
La misura, pur prevista dalla legge, solleva interrogativi nell’opinione pubblica, soprattutto in un contesto economico in cui i cittadini affrontano difficoltà quotidiane. Tuttavia, l’indennità di fine mandato è uno strumento previsto per garantire una forma di tutela economica ai rappresentanti istituzionali usciti di scena, analogamente a quanto accade in altre assemblee elettive.
Resta esclusa da questo beneficio solo la cosiddetta “pensione differita”, cioè la forma di trattamento economico previsto a lungo termine per chi ha maturato un certo numero di anni in carica, che non si cumula con l’indennità di fine mandato nel breve periodo.
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