Gli interventi in corso per la riqualificazione della Villa vecchia e di altri giardini di Cosenza hanno spinto Piero Dramisino, del Coordinamento di Progetto Meridiano, a esprimere un’analisi approfondita, accompagnata da proposte e critiche al metodo adottato dall’amministrazione comunale.
Secondo Dramisino, il problema principale non riguarda chi elabora i progetti, ma come vengono realizzati, soprattutto quando si agisce in contesti di alto valore storico ed ecologico. «L’improvvisazione, frutto dell’abbassamento delle competenze, è tristemente attuale», afferma, evidenziando come la ricerca del risparmio economico porti a soluzioni rapide e affidate a personale non adeguatamente qualificato, spesso omettendo analisi e fasi di progettazione fondamentali.
In luoghi complessi come i giardini storici con piante secolari, le competenze ambientali e scientifiche devono essere prioritarie. Dramisino ricorda che questi spazi costituiscono un biotipo, un habitat con condizioni ambientali omogenee e popolato da una comunità specifica di organismi, dove flora, fauna e presenza umana convivono in un equilibrio delicato.
Per il rappresentante di Progetto Meridiano, il modello tradizionale che attribuisce il ruolo decisionale a ingegneri e architetti è limitante e può risultare dannoso. Al contrario, la gestione di tali ecosistemi richiede un approccio interdisciplinare, con la partecipazione di figure come paesaggisti, agronomi, arboricoltori, forestali e faunisti, per garantire interventi rispettosi della biodiversità, indicatore chiave della salute di un ecosistema.
L’obiettivo, sostiene, deve essere quello di avvicinare il parco alla fase climax della successione ecologica, uno stadio in cui la comunità biotica raggiunge un equilibrio stabile con l’ambiente, aumentando la resilienza e preservando l’integrità storica. Questo significa renderlo fruibile ai visitatori senza compromettere l’equilibrio naturale.
Non manca una critica diretta all’amministrazione bruzia: «A Cosenza si distrugge e si ricomincia da capo. La conservazione di un giardino storico non è solo un atto di rispetto per il passato, ma un investimento culturale ed ecologico per il futuro».
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