Le indagini sul caso di intossicazione da Clostridium botulinum a Diamante stanno procedendo a ritmo sostenuto, mentre la comunità resta scossa dall’aumento dei casi: si è toccato fino a diciotto casi accertati e si contano due decessi sospetti, per i quali sono già state programmate le autopsie per martedì 12 agosto.
Al centro dell’inchiesta, il titolare di un’attività di food truck, indagato insieme ad altre due persone dalla procura di Paola. L’uomo, un giovane commerciante locale, è stato ascoltato per oltre tre ore presso la caserma dei carabinieri di Scalea, alla presenza del suo avvocato Francesco Liserre, del maggiore D’Angelo e del capitano D’Amato.
Successivamente, i militari si sono recati in via Glauco, dove si trova il furgone rosso posto sotto sequestro, sospettato di essere il luogo di preparazione e somministrazione degli alimenti contaminati. I sigilli sono stati temporaneamente rimossi per consentire nuove verifiche disposte dal procuratore Domenico Fiordalisi.
Alle operazioni hanno preso parte anche i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) e ispettori inviati dall’Asp di Cosenza. I controlli odierni potrebbero essere stati sollecitati dalle recenti dichiarazioni del titolare del mezzo. Conclusi gli accertamenti, il veicolo è stato nuovamente sigillato.
Sul furgone campeggia un avviso rivolto ai clienti, in cui si segnala una “possibile intossicazione da Clostridium botulinum” e si invitano quanti abbiano consumato alimenti presso l’attività dal 2 agosto 2025 a recarsi con urgenza in pronto soccorso in presenza di sintomi come visione doppia o offuscata, difficoltà a parlare o deglutire, debolezza muscolare, secchezza delle fauci, nausea, vomito, dolori addominali o paralisi progressiva.
Il messaggio si conclude con le scuse ai clienti e l’impegno a collaborare pienamente con le autorità per tutelare la sicurezza pubblica.
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