Tridico attacca Occhiuto: «Dimissioni dannose, solo tattica politica»

L'europarlamentare M5S accusa l'ex presidente calabrese di irresponsabilità e fallimento amministrativo

Le dimissioni del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vengono bollate come un atto di «grave irresponsabilità politica» da Pasquale Tridico, europarlamentare del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell’Inps. In un duro intervento pubblico, Tridico ha criticato la decisione del governatore definendola un gesto strumentale e privo di considerazione per gli interessi dei cittadini calabresi, paragonandola al “Papeete” dell’ex ministro Matteo Salvini.

Secondo Tridico, l’abbandono anticipato dell’incarico non è altro che una mossa tattica volta a evitare il bilancio finale di una legislatura ritenuta fallimentare, soprattutto sul fronte dell’efficienza amministrativa, della sanità e dell’utilizzo dei fondi Pnrr. «Con queste dimissioni, Occhiuto tenta di sottrarsi alla responsabilità politica dei disastri compiuti, sperando in un rilancio elettorale che gli permetta di continuare a galleggiare», ha dichiarato.

L’europarlamentare ha inoltre evidenziato la contraddizione tra le narrazioni autocelebrative delle ultime settimane e le dichiarazioni fatte dallo stesso Occhiuto al momento dell’addio, in cui il presidente lamentava un sistema bloccato e ostile, in cui “nessuno firma nulla”. Una posizione che, secondo Tridico, smonta la retorica di efficienza e rilancio finora sostenuta dalla giunta.

Sotto accusa anche la gestione della sanità e dei fondi pubblici, che, a detta dell’esponente M5S, versano in condizioni critiche. Tridico ha elencato ritardi nelle opere pubbliche, definanziamenti per il Sud, e uno stallo generalizzato dei progetti legati al Pnrr, con pesanti ricadute sui servizi e sul futuro economico della Calabria.

Pur mantenendo il principio di presunzione di innocenza in relazione a eventuali questioni giudiziarie, Tridico sottolinea che l’ex presidente non può sottrarsi alla responsabilità politica del proprio operato, e che le dimissioni non possono trasformarsi in un artificio per riproporsi alle elezioni. «Dimettersi per ricandidarsi è un’offesa ai calabresi», ha commentato.

Particolarmente grave, secondo Tridico, anche l’atteggiamento verso l’apparato amministrativo: «È inaccettabile che Occhiuto abbia minacciato i dirigenti regionali, suggerendo che solo chi seguirà le sue direttive sarà riconfermato». Una dichiarazione che, a suo dire, rappresenta una deriva autoritaria incompatibile con un’amministrazione pubblica democratica e trasparente.

Il Movimento 5 Stelle, insieme al fronte progressista, si dice pronto a costruire un’alternativa politica, in grado di offrire un progetto credibile e nuovo per il governo della Regione. Tridico ha concluso annunciando l’intenzione di proporre una candidatura forte e un programma che possa rispondere realmente ai bisogni della Calabria, rifiutando ogni logica di sopravvivenza politica personale.

Redazione

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