Più assessori in Calabria: la nuova legge amplia la giunta regionale

Con la prossima legislatura, la nostra Regione a partire dal 2026 potrà contare su una giunta con due assessori in più, passando da sette a nove

Un provvedimento legislativo recentemente approvato dal Senato introduce la possibilità di ampliare la composizione delle Giunte regionali nelle regioni con popolazione inferiore ai due milioni di abitanti. La norma, ora all’esame della Camera per la seconda lettura, riguarda direttamente la Calabria, che rientra in questo parametro demografico con circa 1,8 milioni di abitanti secondo i dati Istat più aggiornati.

Il disegno di legge in discussione prevede un aumento fino a due unità del numero massimo di assessori regionali, modificando le attuali disposizioni che fissano il tetto a un quinto del numero dei consiglieri regionali. Attualmente, lo Statuto della Regione Calabria limita a sette il numero massimo di assessori, ma con l’approvazione definitiva della legge, lo stesso statuto dovrà essere aggiornato per recepire la nuova normativa nazionale.

La possibilità di nominare fino a nove assessori fornirà al presidente della Regione maggiori margini di manovra politica nella composizione della giunta. Si apre così la strada alla formazione di una squadra più ampia e articolata, che potrebbe ricordare gli esecutivi degli anni Novanta e Duemila guidati da figure come Pino Nisticò, Agazio Loiero e Giuseppe Chiaravalloti.

Tuttavia, non mancano le polemiche. Diverse forze di opposizione hanno criticato il provvedimento definendolo un “regalo” del centrodestra alle regioni governate dallo stesso schieramento, come Abruzzo, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Molise e Basilicata. Secondo queste voci, la nuova legge favorirebbe la ricollocazione di esponenti politici all’interno degli organi esecutivi anche in assenza di elezione diretta.

Uno degli aspetti più controversi del disegno di legge riguarda l’abrogazione del vincolo previsto dal decreto legislativo 39/2013, che stabiliva un periodo di due anni di incompatibilità per ex presidenti, assessori e consiglieri regionali, oltre che per ex amministratori locali, prima di poter ricoprire incarichi pubblici in ambito regionale. Con la nuova norma, questa attesa verrà eliminata, consentendo un rientro immediato nell’amministrazione pubblica regionale anche per chi ha appena concluso un mandato elettivo.

Secondo molti osservatori, questa modifica potrebbe rappresentare un “paracadute” per una parte della classe politica esclusa dai vertici istituzionali, ma ancora influente all’interno dei partiti. Il rischio paventato è quello di alimentare dinamiche di clientelismo e garantire una continuità di potere a soggetti politicamente attivi ma non più eletti.

Nonostante le critiche, l’iter legislativo prosegue e, salvo imprevisti, la nuova disposizione dovrebbe entrare in vigore a partire dalla prossima legislatura. Da quel momento in poi, il presidente della Regione Calabria potrà nominare fino a nove assessori, aprendo scenari inediti nella governance regionale e aumentando il numero delle poltrone in giunta.

Redazione

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