Clima impazzito in Calabria: 2024 l’anno più caldo degli ultimi trent’anni

Secondo il Rapporto Snpa, le temperature nella regione hanno superato di quasi 2,5 gradi la media storica

Il 2024 è stato uno degli anni più caldi mai registrati in Calabria, con anomalie termiche senza precedenti che confermano in maniera scientifica gli effetti del cambiamento climatico nella regione. A certificarlo è il nuovo rapporto “Il clima in Italia nel 2024” pubblicato dal Sistema nazionale per la protezione dell’Ambiente (Snpa), con i dati forniti a livello locale da Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria.

Secondo i rilevamenti, l’indice termico della Calabria ha registrato un’anomalia di +2,48°C rispetto alla media del trentennio 1991-2020, il periodo di riferimento standard a livello internazionale. Un dato che colloca il 2024 tra gli anni più estremi in termini climatici, in linea con il trend globale di aumento delle temperature.

Il clima calabrese ha mostrato segnali evidenti di squilibrio: inverni sempre più miti, precipitazioni scarse, neve praticamente assente e un numero crescente di ondate di calore. Queste alterazioni non rappresentano semplici variazioni stagionali, ma sono parte di un processo di riscaldamento strutturale che modifica progressivamente gli ecosistemi e impone nuove sfide alla società.

In Italia, il 2024 ha visto due nuovi record storici: la temperatura media annua è aumentata di +1,33°C, mentre la temperatura minima ha segnato un incremento di +1,40°C, sempre rispetto al trentennio climatico 1991-2020. Febbraio è stato il mese più anomalo, con un picco positivo di +3,15°C, evidenziando un’inversione delle dinamiche termiche stagionali che colpisce anche i mesi tradizionalmente più freddi.

Il rapporto Snpa non si limita alla sola analisi termica, ma dedica spazio anche agli eventi meteorologici estremi. Tra i più significativi del 2024 figura l’alluvione nella piana di Santa Eufemia, avvenuta tra il 19 e il 22 ottobre, uno degli episodi più gravi registrati su scala nazionale. L’evento ha messo in luce la fragilità del territorio calabrese rispetto a fenomeni sempre più intensi e frequenti, legati al riscaldamento globale.

Le dinamiche osservate nel 2024 rientrano in un quadro europeo di riscaldamento climatico costante, ma i dati calabresi evidenziano una vulnerabilità maggiore rispetto ad altre aree del Paese. La regione, infatti, si caratterizza per una morfologia complessa e una presenza significativa di aree interne e costiere ad alto rischio idrogeologico, che rendono più difficile la gestione delle emergenze climatiche.

Il rapporto evidenzia infine come il cambiamento climatico non sia più un fenomeno da affrontare in prospettiva futura, ma una realtà concreta che sta già incidendo sulla vita quotidiana delle persone e sulle strategie di pianificazione del territorio. Adattamento, prevenzione e investimenti nella protezione ambientale diventano quindi urgenti, soprattutto in una regione come la Calabria, dove l’impatto del riscaldamento globale si manifesta con particolare intensità.

Redazione

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