Nuovo sviluppo nell’inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto il ricorso della difesa di Ernesto Ferraro, annullando il decreto di sequestro dei due smartphone a lui in uso. Ferraro è l’amministratore unico di Ferrovie della Calabria e figura tra gli indagati in un’indagine che ha attirato l’attenzione nazionale.
La decisione dei giudici è giunta dopo l’udienza in cui l’avvocato Gianluca Serravalle, difensore di Ferraro, ha contestato l’assenza del fumus commissi delicti, ovvero l’elemento indiziario sufficiente a giustificare il sequestro. I magistrati hanno condiviso le sue argomentazioni, restituendo così i dispositivi all’indagato.
Nel frattempo, l’indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza su mandato della Procura di Catanzaro prosegue. Nelle scorse settimane sono state condotte numerose perquisizioni domiciliari e aziendali, riguardanti sia le abitazioni private degli indagati che alcune società a loro riconducibili. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero presunti rapporti economici tra Occhiuto e Paolo Posteraro, ex socio del governatore e già manager dell’azienda di trasporti comunale Amaco.
Posteraro risulta anch’egli iscritto nel registro degli indagati, insieme a Ferraro. La procura sospetta una possibile rete di interessi e legami economici non dichiarati, in parte legati a incarichi e rapporti professionali nell’ambito del settore pubblico.
Il presidente Occhiuto, da parte sua, ha chiesto formalmente alla magistratura di essere ascoltato. Intende chiarire ogni aspetto della vicenda, definendo la sua posizione in merito agli addebiti contenuti nell’informativa. Secondo fonti vicine all’inchiesta, il governatore dovrebbe presentarsi a breve negli uffici della Procura di Catanzaro per rendere dichiarazioni spontanee, nel tentativo di fornire una versione dei fatti diretta e puntuale.
L’indagine continua dunque a tenere alta l’attenzione sulla giunta calabrese, già sotto pressione per le perquisizioni recenti alla Cittadella regionale e per le inchieste parallele che toccano altri settori della pubblica amministrazione, dalla sanità alla gestione di fondi per la promozione culturale.
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