Il Planetario “Giovan Battista Amico” torna al centro del dibattito politico a Cosenza, ma non per la sua funzione educativa o culturale. L’edificio, chiuso ormai da anni e in condizioni di abbandono sia all’interno che all’esterno, è diventato motivo di scontro tra i gruppi consiliari di opposizione e l’amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso.
I consiglieri di minoranza hanno denunciato pubblicamente il degrado della struttura, puntando il dito contro l’attuale esecutivo per la mancata riapertura del Planetario e lo stato in cui versa l’intera area circostante. La replica della maggioranza è stata immediata e dai toni accesi. In una nota congiunta firmata dai capigruppo Ivan Commodaro, Francesco Alimena, Raffaele Fuorivia, Domenico Frammartino, Francesco Gigliotti e Daniela Puzzo, si accusa la minoranza di strumentalizzazione politica e ipocrisia.
«Non è ammissibile – si legge nella nota – che proprio coloro che hanno contribuito al disastro finanziario del Comune oggi si ergano a difensori del Planetario, quando non hanno nemmeno saldato i costi dei macchinari interni, come il proiettore ottico Starmaster Zmt». La maggioranza attribuisce infatti alla passata gestione dell’“infausto decennio Occhiuto” le responsabilità principali del dissesto economico e della mancata operatività della struttura.
Nonostante le difficoltà finanziarie, l’amministrazione comunale ha ribadito la volontà di riqualificare il Planetario e trasformarlo in un centro d’eccellenza a livello nazionale ed europeo, grazie alle sue peculiarità tecniche e architettoniche. Tuttavia, la strada è ancora lunga: le risorse economiche necessarie per il completamento dei lavori e la riattivazione dei servizi sono ingenti e attualmente fuori portata per le casse comunali.
Intanto, nelle ultime settimane sono iniziati alcuni interventi di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza dell’area esterna. Tra i primi risultati operativi, il ripristino dell’impianto di illuminazione esistente e l’avvio dei lavori per una nuova illuminazione della zona, segno di una lenta ma concreta volontà di restituire dignità al sito.
Resta centrale il nodo del pagamento delle apparecchiature tecniche, in particolare del proiettore ottico Starmaster, che rappresenta il cuore tecnologico del Planetario. La maggioranza sostiene che tale pagamento fosse a carico della precedente amministrazione e non sia mai stato saldato, aggravando così la situazione debitoria dell’Ente.
Lo scontro tra i due fronti politici, dunque, continua ad alimentarsi non solo sul piano amministrativo ma anche su quello comunicativo e simbolico. Il Planetario, invece di rappresentare un polo culturale per la cittadinanza e un attrattore per il turismo scolastico e scientifico, resta chiuso e al centro di un contenzioso politico che rischia di rallentare ulteriormente la sua riapertura.
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