Occhiuto in Consiglio regionale chiarisce la sua posizione giudiziaria

Il governatore della Calabria interviene dopo la richiesta del PD: «Non mi sottraggo al confronto. Attendo di essere sentito dai magistrati prima della pausa estiva»

La vicenda giudiziaria che coinvolge il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è stata al centro del recente dibattito in Consiglio regionale, dove è intervenuto personalmente per fare chiarezza sulla sua posizione, ribadendo la volontà di confrontarsi apertamente con l’aula.

A sollecitare l’intervento è stato il capogruppo del Partito Democratico, Domenico Bevacqua, che ha precisato come il Consiglio non sia un’aula di tribunale, ma un luogo politico-istituzionale che ha il dovere di conoscere situazioni anche personali che possano avere riflessi sulla vita pubblica. Bevacqua ha quindi sottolineato che l’intento dell’opposizione non è giudicare, ma informarsi.

In risposta, Occhiuto ha ripercorso i momenti salienti della vicenda, raccontando di essere venuto a conoscenza dell’indagine a suo carico solo il 6 giugno, quando il comandante provinciale della Guardia di Finanza gli ha notificato un atto che prorogava di sei mesi un’inchiesta di cui non conosceva i dettagli. Il presidente ha dichiarato: «Sono arrivato a 56 anni senza mai aver ricevuto una comunicazione giudiziaria. Potete immaginare il mio stato d’animo».

Il governatore ha poi chiarito di aver appreso solo in seguito, leggendo la stampa, che l’indagine riguarderebbe rapporti societari avuti con un ex socio dal 2016, affermando che, a suo avviso, si tratta di vicende tipiche della gestione societaria ordinaria. Ha anche spiegato di essersi esposto pubblicamente per trasparenza, in seguito all’eco mediatica generata a livello nazionale, e di aver chiesto tempestivamente di essere ascoltato dalla Procura.

«Ho deciso di non rilasciare ulteriori dichiarazioni pubbliche dopo un’intervista televisiva», ha precisato Occhiuto, ribadendo di attendere fiduciosamente di essere ascoltato dalla magistratura. I suoi avvocati, ha aggiunto, hanno preso contatti con l’ufficio della Procura, che ha accolto la richiesta fissando un’audizione prima della pausa estiva. «Questo – ha commentato – mi fa pensare che anche da parte della Procura ci sia la volontà di fare chiarezza in tempi brevi».

Occhiuto ha concluso affermando che, se emergessero nuovi elementi, sarà pronto a tornare a riferire in aula, come ha sempre fatto, senza sottrarsi al confronto con il Consiglio regionale. «Non ho mai avuto difficoltà a discutere apertamente. Se ci saranno novità, le condividerò».

A margine del dibattito, Antonio Lo Schiavo (Misto) ha lanciato un monito sull’uso del garantismo, ricordando che «non può essere a intermittenza e deve valere per tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica». Lo Schiavo ha anche criticato una dichiarazione passata del presidente, che a suo avviso ha contribuito ad accentuare la distanza tra maggioranza e opposizione.

Redazione

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