Una vicenda giudiziaria complessa e dai contorni ancora tutti da chiarire potrebbe entrare nel dibattito politico del Consiglio regionale della Calabria nella seduta fissata per mercoledì 25 giugno. Al centro, l’indagine condotta dalla Procura di Catanzaro che vede coinvolto anche il governatore Roberto Occhiuto, sospettato di corruzione.
Sebbene la questione non compaia ufficialmente tra i punti all’ordine del giorno, l’argomento potrebbe emergere in aula grazie a un’interrogazione presentata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Davide Tavernise. Il consigliere ha chiesto chiarimenti sulle misure che la Regione intende adottare per tutelare i posti di lavoro dei dipendenti di Amaco, l’azienda municipalizzata che si occupava del trasporto pubblico su gomma a Cosenza, ora in fase di liquidazione giudiziale.
La situazione della società Amaco è intricata: sei persone risultano indagate per il dissesto della compagnia, anche se le principali contestazioni sono rivolte a una figura in particolare: Paolo Posteraro, ex amministratore unico della società. I magistrati ritengono che Posteraro avrebbe generato un “dissesto irreversibile” attraverso una serie di «operazioni dolose», ipotesi su cui sono ancora in corso accertamenti. Nel frattempo, la Procura di Cosenza ha chiuso le indagini preliminari proprio sul crac Amaco.
Posteraro, ex socio di Occhiuto in un’impresa privata, risulta essere un punto chiave nell’inchiesta. Secondo quanto emerso, ricoprì il vertice di Amaco fino al novembre 2022, lasciando l’incarico prima della scadenza naturale del mandato, in seguito a una consulenza disposta da Ernesto Ferraro, amministratore unico di Ferrovie della Calabria. Al vaglio della magistratura anche la gestione di una società fondata nel 2019, i cui soci fino al 2022 includevano proprio Occhiuto, Posteraro e un terzo soggetto.
Si attende ora un confronto tra Occhiuto e i magistrati di Catanzaro, previsto, indicativamente, entro la prima metà di luglio. Lo stesso presidente della Regione ha espresso la volontà di collaborare con gli inquirenti, affermando pubblicamente di essere disponibile a riferire in aula e di essere convinto di poter “chiarire ogni questione sollevata”.
Le opposizioni potrebbero quindi cogliere l’occasione della prossima seduta del Consiglio per chiedere spiegazioni al presidente, alimentando così un dibattito che rischia di assumere una forte risonanza politica. Anche perché il legame tra l’affaire Amaco e la figura del governatore non appare solo indiretto: la partecipazione societaria pregressa e i rapporti con Posteraro pongono interrogativi su eventuali conflitti d’interesse o responsabilità indirette.
Il contesto politico e giudiziario è in fermento, e l’opinione pubblica attende sviluppi concreti. La questione, ormai al centro dell’attenzione mediatica e istituzionale, potrebbe rappresentare un banco di prova non solo per la tenuta della maggioranza, ma anche per la trasparenza dell’intera macchina amministrativa calabrese.
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