Un gesto concreto per restituire dignità e bellezza al Parco fluviale Emoli. Venticinque dipendenti Enel, uniti da uno spirito volontaristico e affiancati da Legambiente, si sono dati appuntamento a Rende per intervenire in una delle aree verdi più trascurate del territorio. Situato lungo il torrente Emoli, nella zona di Quattromiglia, il Parco ha vissuto anni di abbandono, con strutture danneggiate, arredi distrutti e il ponte pedonale in legno in condizioni precarie.
L’iniziativa ha coinvolto i volontari nella riqualificazione dell’arredo urbano, compresi tavoli da picnic e panchine, elementi fondamentali per la fruizione pubblica dell’area. L’obiettivo è restituire al quartiere uno spazio di aggregazione e benessere, un tempo molto frequentato per attività sportive e ricreative, oggi purtroppo dimenticato.
Il degrado dell’area è stato accentuato da anni di incuria e da interventi frammentari, che non hanno mai affrontato il problema in maniera strutturale. Cestini assenti, strutture lignee deteriorate e manutenzione insufficiente hanno trasformato il Parco in una zona poco accessibile e insicura. Proprio per questo, l’intervento dei volontari assume un valore ancora più importante: un’azione simbolica e operativa per innescare un processo di rigenerazione urbana e ambientale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse da Enel e Legambiente in favore della sostenibilità e della tutela del territorio, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In particolare, l’azione a Rende risponde ai goal 11 (Città e comunità sostenibili), 12 (Consumo e produzione responsabili) e 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), confermando l’impegno congiunto per la valorizzazione delle aree urbane.
Questo tipo di volontariato ambientale rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra aziende, enti del terzo settore e comunità locali. Il Parco Emoli può tornare a essere un punto di riferimento per la vita di quartiere, a condizione che l’attenzione pubblica non si esaurisca in un singolo intervento ma evolva in un piano di rigenerazione duraturo e condiviso.
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