Le fibrillazioni dei Democratici: congresso provinciale del PD di Cosenza tra polemiche e nuove visioni

Raccogliere il grido di partecipazione che arriva dalla base, o continuare su una strada che – stando al documento – rischia di essere autoreferenziale e lontana dalla realtà dei territori

Il rinvio del congresso provinciale del Partito Democratico di Cosenza, previsto per pochi giorni fa, è solo l’ultimo sintomo di un clima interno agitato, quasi febbrile. Una fronda di dirigenti e amministratori locali rompe gli indugi e si presenta sulla scena con un documento articolato, destinato a lasciare il segno. Il titolo è già un programma politico: “Idee chiare per il futuro del partito: innovazione, comunità e territorialità”.

Una frattura sul metodo: basta giochi di correnti

Il documento rappresenta un pugno nello stomaco al sistema consolidato di gestione interna. I firmatari criticano apertamente il metodo delle decisioni prese “nei retrobottega” e invocano un ritorno alla centralità dei circoli e degli iscritti:

«Non servono accordi chiusi nei retrobottega, ma un lavoro collettivo che rimetta al centro i circoli e gli iscritti».

La richiesta è netta: il futuro segretario provinciale dovrà ricoprire il ruolo a tempo pieno, senza ambizioni personali e con “spirito di servizio”. I firmatari auspicano una figura autorevole, indipendente da logiche di corrente, capace di ricostruire un partito radicato nei territori e credibile agli occhi della base.

Le proposte: più partecipazione, meno verticismi

Il documento non si limita alla denuncia, ma offre una serie di proposte concrete per rifondare l’organizzazione territoriale del PD cosentino:

  • Partito contendibile e aperto, con valorizzazione della società civile.

  • Circoli attivi in ogni comune e comitati zonali per promuovere idee dal basso.

  • Conferenza permanente degli amministratori locali, per un coinvolgimento continuo nella vita della federazione.

  • Convocazione regolare degli organismi statutari (Assemblea, Direzione e Attivo dei segretari di Circolo), per garantire decisioni collegiali e trasparenti.

  • Eliminazione di riunioni parallele e pratiche correntizie, spesso percepite come esclusive e autoreferenziali.

  • Composizione territoriale degli organismi dirigenti, con reale rappresentanza e radicamento.

  • Attivazione di un tavolo permanente del centrosinistra, per coordinare e unire le varie forze progressiste del territorio.

Una protesta diffusa ma non cittadina

Colpisce l’assenza di firme dal capoluogo, Cosenza, a conferma di una distanza – forse anche politica – tra centro e periferia. I sottoscrittori del documento provengono da una mappa composita della provincia: Frascineto, Villapiana, Mormanno, Calopezzati, Rende, Montalto, Rose, Castiglione, Trebisacce, Aiello, Santo Stefano di Rogliano, Celico, Cetraro, San Lorenzo del Vallo, Castrovillari, San Vincenzo La Costa, Lago e Santa Sofia d’Epiro.

Una rappresentanza significativa, che evidenzia la voglia di cambiamento nelle aree decentrate, spesso escluse dal dibattito strategico.

Redazione

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