Premio Sila ’49, Caridi e Montanari inaugurano il gran finale con “Il gelso di Gerusalemme”

Il 6 giugno a Cosenza si apre la tre giorni conclusiva del Premio: protagonisti la vincitrice per Economia e Società e lo storico dell’arte

Sarà Paola Caridi, autrice de “Il gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi”, ad aprire il gran finale del Premio Sila ’49, accompagnata in dialogo da Tomaso Montanari, storico dell’arte e giurato della manifestazione. L’appuntamento inaugurale si terrà venerdì 6 giugno, alle ore 18.30, nella suggestiva cornice della piazza dei Follari, nel cuore del centro storico di Cosenza.

Caridi, vincitrice dell’edizione 2025 nella sezione Economia e Società, propone con il suo libro un affascinante intreccio tra botanica, memoria e geopolitica. Ne “Il gelso di Gerusalemme”, edito da Feltrinelli, gli alberi diventano testimoni silenziosi ma profondi di storie personali, politiche e collettive, narrando in maniera originale e coinvolgente i passaggi più complessi del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Ulivi di Betlemme, sicomori di Gaza, ficus di Palermo, platani di Istanbul e flamboyant del Cairo sono solo alcuni degli “attori vegetali” che, nel racconto di Caridi, assumono il ruolo di custodi del tempo e delle trasformazioni sociali. L’autrice costruisce una mappa storica alternativa, vista dal basso, che intreccia i drammi umani con quelli ambientali, offrendo una riflessione profonda sulla fragilità e sulla necessità di ascoltare una voce diversa: quella della natura.

Il Premio Sila 2025 ha definito l’opera “un gesto poetico e politico”, sottolineando come, in un’epoca segnata da conflitti, la violenza si riversi non solo sull’essere umano, ma anche sul paesaggio e sulla vita non umana. Il libro di Caridi rappresenta un invito a rivedere le narrazioni dominanti e a considerare la guerra come il più disastroso fallimento dell’umanità.

Il dialogo tra Caridi e Montanari inaugura così una tre giorni ricca di incontri, letture e riflessioni, che porterà a compimento un’edizione del Premio Sila particolarmente attenta ai temi civili, ambientali e culturali. Una scelta coerente con la vocazione storica del premio, fondato nel 1949, che oggi più che mai si conferma uno spazio di confronto tra letteratura, impegno sociale e memoria collettiva.

Redazione

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