Statua di Giacomo Mancini, polemiche a Cosenza sullo spostamento: il sì di Bilotti

Il curatore del Mab difende la coerenza del Museo all’Aperto nel cuore della città: «L’arte del Novecento non può includere figure politiche»

La possibile rimozione della statua dedicata a Giacomo Mancini da corso Mazzini ha riacceso il dibattito pubblico a Cosenza, dividendo cittadini e istituzioni. L’opera, commissionata dalla Fondazione che porta il nome dello storico leader socialista ed ex ministro, è attualmente installata lungo il tratto pedonalizzato del Museo all’Aperto Bilotti (Mab), uno dei principali percorsi artistici urbani del Mezzogiorno.

Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, curatore del Mab, ha espresso il proprio favore allo spostamento dell’opera in piazza Giacomo Mancini, motivando la sua posizione con esigenze di coerenza curatoriale. Secondo il mecenate, infatti, il Mab è concepito come un’esposizione permanente di arte del XX secolo, ospitata in un contesto urbano pensato per integrare arte, architettura e socialità in una visione unitaria.

«Le opere del Mab – ha dichiarato Bilotti – raccontano le principali avanguardie del Novecento: dal cubismo al futurismo, dal surrealismo al Nouveau Réalisme», citando artisti come Severini, Balla, De Chirico, Dalì, Sironi, Martini, Manzù, Greco, Fazzini, Consagra e Rotella. Il percorso artistico include anche riferimenti alla mitologia classica e al patrimonio identitario calabrese, con sculture come la “Sibilla” di Fazzini, i “Bronzi di Riace” di Sosno e i lavori di Raphael ispirati a figure come Niobe, Leda e il Toro.

In questo contesto altamente simbolico e tematicamente omogeneo, Bilotti ritiene che la statua di Mancini risulti decontestualizzata, poiché riferita a una figura politica e non a una corrente artistica del secolo scorso. «La forza del progetto risiede nella coerenza della sua missione culturale», ha aggiunto, sottolineando che ogni opera esposta è parte di un disegno unitario e scientificamente curato per trasmettere un’identità ben precisa.

Il Comitato scientifico del Mab svolge infatti un ruolo centrale nella selezione delle opere, assicurando che ogni inserimento rafforzi il racconto estetico e storico del museo all’aperto. Lo spostamento della statua nella piazza intitolata a Mancini, peraltro già legata alla sua memoria, viene quindi proposto come soluzione più appropriata per preservare il significato complessivo dell’installazione artistica lungo corso Mazzini.

Nel frattempo, l’opinione pubblica si mostra divisa, tra chi vede nella statua un simbolo della memoria politica locale e chi sostiene l’esigenza di tutelare la purezza concettuale del Mab. Il dibattito resta aperto, e toccherà alle autorità cittadine decidere se accogliere la proposta di ricollocazione, mantenendo l’equilibrio tra arte, storia e identità collettiva.

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