Calabria, parte il progetto “Botteghe in salute” per le aree interne

L’Asp di Cosenza sperimenta un nuovo modello sociosanitario per garantire assistenza nei borghi più isolati. Le prime tre Botteghe sorgeranno a Campana, Bocchigliero e Longobucco

Dai monti del Pollino fino allo Stretto, la Calabria è una terra di piccoli comuni, dove 319 centri su 404 contano meno di 5.000 abitanti. In queste località, spesso isolate e difficili da raggiungere, l’accesso ai servizi sanitari è limitato e molti cittadini si rivolgono impropriamente ai Pronto soccorso, unico presidio disponibile in assenza di una rete territoriale strutturata.

Per rispondere a questa emergenza di sistema, l’Asp di Cosenza lancia una nuova iniziativa chiamata “Botteghe in salute”, ideata dal direttore generale Antonello Graziano. L’obiettivo è costruire una sanità di prossimità, pensata per le fasce più adulte della popolazione e per coloro che vivono in condizioni di isolamento territoriale.

Le prime tre Botteghe sorgeranno a Campana, Bocchigliero e Longobucco, tre borghi simbolo della fragilità dei servizi sociosanitari. Il progetto, che coinvolge i sindaci e le amministrazioni locali, punta ad assicurare ai residenti visite domiciliari, consulti medici, monitoraggio delle patologie croniche e televisite, evitando viaggi lunghi e dispendiosi verso ospedali e ambulatori lontani.

Il cuore del progetto è l’integrazione tra personale sanitario, tecnologie innovative e partecipazione sociale. All’interno delle Botteghe sarà operativo un infermiere di famiglia e comunità, dotato di strumentazioni digitali per diagnosi e telemedicina. Saranno presenti anche medici specialisti, medici di medicina generale (MMG) e volontari, a formare un sistema assistenziale integrato.

«Questa proposta vuole garantire equità nei territori più fragili – ha spiegato Graziano – creando percorsi multidisciplinari che uniscono figure professionali diverse, anche grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale e della telemedicina». Le Botteghe saranno connesse in rete con i Distretti sanitari, le Case di Comunità, le Centrali Operative Territoriali (Cot) e gli Ospedali di Comunità, per offrire un sistema omogeneo e capillare.

L’iniziativa ha anche un valore sociale e strategico: mira a contrastare lo spopolamento delle aree interne, offrendo servizi essenziali che rendano sostenibile la vita nei piccoli centri. In una regione dove l’invecchiamento demografico è sempre più evidente, la salute di prossimità diventa un diritto da tutelare con priorità.

Redazione

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