A Cosenza il Partito Democratico si muove a rilento verso il congresso cittadino, previsto tra metà e fine giugno, ma ancora privo di una direzione chiara e ufficiale. La data cruciale per la presentazione delle candidature, fissata per il 6 giugno, si avvicina rapidamente, ma nessun nome è stato ancora ufficialmente annunciato. Il silenzio potrebbe essere frutto della concomitanza con le elezioni amministrative in corso, che stanno catalizzando l’attenzione di tutte le forze politiche, Pd compreso.
Nel frattempo, il mandato dell’attuale segretario provinciale, Vittorio Pecoraro, è in scadenza, e pare che quest’ultimo non intenda più riproporsi alla guida della Federazione. Il congresso regionale ha già confermato Nicola Irto come coordinatore del Pd calabrese, unico candidato in corsa, e da quel momento si è cominciato a discutere anche del futuro del partito a livello provinciale.
Nel territorio bruzio si fa strada l’idea di una candidatura unitaria, capace di riunire le diverse anime del partito, in linea con la strategia nazionale lanciata da Elly Schlein, che punta su un Pd coeso e inclusivo. In tale ottica, il nome di Giuseppe Mazzuca, presidente del Consiglio comunale di Cosenza, ha iniziato a circolare come possibile figura di sintesi. La sua recente uscita dalla commissione per il congresso– composta anche da Raffaele Zuccarelli, Tommaso Savoia, Giovanna Oliverio e Adelaide Maradei – ha alimentato le indiscrezioni, anche se nessuna conferma ufficiale è giunta fino a ora.
La commissione stessa è nata per guidare il partito verso l’assemblea, subito dopo l’investitura di Irto, segno che qualcosa si sta muovendo anche se a ritmi lenti. Se non si troverà un accordo su un nome condiviso, non è da escludere un rinvio della data del congresso, per ora calendarizzato tra la seconda e l’ultima settimana di giugno.
Le divisioni interne, tuttavia, restano un nodo da sciogliere. Vecchie incomprensioni e contrasti irrisolti continuano a pesare sul dibattito, rendendo più difficile l’individuazione di una figura capace di fare sintesi.
Le componenti di minoranza osservano e si preparano. Il movimento Democratici per la Calabria, che riunisce figure come Sergio De Simone, Giacomo Mancini ed Elio Bozzo, sta raccogliendo le firme per proporre una propria candidatura, pur dichiarandosi disponibile al dialogo. Altrettanto vigile è l’associazione politico-culturale Controcorrente, guidata da Antonio Tursi, che ha criticato apertamente la gestione del partito, lamentando l’esclusione delle minoranze sia dall’assemblea regionale sia dalla commissione provinciale di garanzia.
Riuscirà il congresso a ricompattare le fila democrat nel cosentino? La sfida sarà quella di costruire un percorso unitario, aperto e partecipato, capace di superare le attuali contrapposizioni e avviare un nuovo corso. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se prevarrà la volontà di sintesi o se si andrà verso una competizione interna che potrebbe amplificare le fratture esistenti.
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