«Principe ha portato Rende al disastro finanziario, alla marginalizzazione politica e al degrado strutturale»

Il Laboratorio Civico, da sempre al fiancop dell’ex sindaco Marcello Manna, sferra un attacco frontale a Tenuta che fa parte della coalizione che sostiene l’onorevole a primo cittadinoi

«Tenuta, pur di ritagliarsi un centimetro di visibilità politica, non esita a offrire al pubblico dichiarazioni che sarebbero comiche, se non fossero tragicamente fuorvianti». Lo scrive in una nota diffusa alla stampa il Laboratorio Civico, da sempre a sostegno di Marcello Manna ex sindaco di Rende.

«La sua teoria secondo cui “le dimissioni del sindaco Manna avrebbero evitato il commissariamento” è priva di qualsiasi fondamento giuridico e tradisce una sorprendente – o forse ostentata – ignoranza delle norme che regolano lo scioglimento dei consigli comunali».

«Le ricordiamo che l’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) disciplina lo scioglimento per infiltrazioni mafiose o condizionamenti esterni che compromettono il buon andamento dell’amministrazione. In tali casi, le dimissioni del sindaco non hanno alcun potere salvifico: lo scioglimento è l’esito automatico e obbligatorio di una relazione della Commissione d’accesso».

«Chiunque abbia anche solo una vaga familiarità con questa materia sa che l’avvio della Commissione d’accesso è già, di per sé, un preannuncio di scioglimento.  Dunque, affermare il contrario non è solo falso, ma potenzialmente manipolatorio. Ma forse Lei voleva dire altro».

«Forse il suo intento non era giuridico, ma allusivo: insinuare che qualcuno fosse attaccato alla poltrona, che Manna sia responsabile della caduta di Rende. E qui, signor Tenuta, la questione si fa ancora più surreale. Perché chi ha portato al disastro finanziario, alla marginalizzazione politica e al degrado strutturale di Rende ha un nome e un cognome: Sandro Principe, lo stesso uomo che Lei, con sprezzo del ridicolo, sostiene e promuove come candidato sindaco. Colui che è stato protagonista di vicende giudiziarie, che ha trasformato Rende in un laboratorio di clientele e sfacelo istituzionale, è proprio il suo leader politico».

«E allora, la domanda non è più se Lei ha studiato legge – cosa su cui ormai nutriamo più che un dubbio – ma se ha studiato la storia recente della città che pretende di rappresentare. E se proprio vogliamo scavare più a fondo, non è forse il caso di chiedersi se il commissariamento non sia stato, in qualche misura, sollecitato e auspicato proprio dalle forze politiche che oggi Lei rappresenta? Una manovra cinica, magari, per distruggere ciò che restava dell’avversario politico, anche a costo di affondare la città con lui».

«Ma i cittadini di Rende non sono smemorati, né sprovveduti. Sanno bene chi ha davvero ridotto il Comune a un simulacro di sé stesso. E sanno distinguere chi tenta di riscrivere la realtà per convenienza da chi, pur con errori, ha cercato di governare senza piegarsi alla logica della rendita. La invitiamo, dunque, a una pausa riflessiva. Magari, nell’attesa, potrebbe anche sfogliare qualche manuale di diritto pubblico. Ne trarrebbe indubbio giovamento». Così conclude la nota del Laboratorio Civico.

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