Calabria assetata: riserve idriche in calo nonostante le piogge

Da tempo è ormai scattato l'allarme siccità nella nostra regione: bacini sotto pressione, rischio razionamenti in estate

Le piogge recenti non bastano a fermare l’emergenza idrica nel Mezzogiorno. È quanto emerge dal nuovo report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, che segnala un preoccupante stallo nell’accumulo d’acqua nei bacini artificiali del Sud Italia, in particolare in Calabria, dove la situazione si fa giorno dopo giorno più critica.

Nonostante le precipitazioni delle ultime settimane, da due settimane i volumi invasati non crescono più e le riserve idriche continuano a ridursi. Alcuni invasi come Arvo, Ampollino e Passante mantengono livelli in linea con la media stagionale, mentre il bacino del Menta ha raggiunto l’80% della sua capacità. Ma altrove, il quadro è ben più allarmante: il serbatoio di Alaco, che serve il Vibonese e parte del Catanzarese, registra un deficit del 47,5% rispetto alla sua capacità totale.

L’attenzione è alta in vista dell’estate, periodo in cui si teme un ritorno alle restrizioni idriche con pesanti disagi per cittadini e turisti. A Reggio Calabria si è già svolto un incontro in Prefettura, con la presenza del commissario straordinario nazionale Nicola Dell’Acqua, per definire le priorità di intervento.

Un lieve miglioramento rispetto al 2023 è stato osservato: la diga del Menta, in condizioni critiche negli scorsi anni, ha superato la metà della sua capacità grazie a piogge e nevicate. Anche la fonte del Tuccio, che lo scorso anno non andava oltre il 30% della sua portata, mostra oggi segnali meno preoccupanti.

Tuttavia, la situazione rimane fragile. I dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Appennino meridionale descrivono un quadro ancora instabile: l’indice Spi (Standardized Precipitation Index), che misura il surplus o il deficit di pioggia rispetto alla media trentennale, indica lo Jonio reggino come l’area più in sofferenza, con sacche di siccità significative anche nella zona dello Stretto e nella Piana di Gioia Tauro.

La speranza è che le prossime settimane portino nuove piogge in grado di consolidare le riserve idriche. Ma il rischio di un’estate con rubinetti a secco non è ancora scongiurato.

Redazione

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