Si è svolta a Cosenza un’assemblea dei lavoratori dell’Amaco presso la sede della Cgil in piazza della Vittoria, in vista del vertice di martedì pomeriggio, 13 maggio, alla Regione Calabria. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle segreterie provinciali di Filt, Fit e Uil Trasporti (Angotti, Domanico e Mazzuca), insieme ai delegati delle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali).
Preoccupazioni per il futuro dell’azienda
Durante l’incontro, i sindacalisti hanno sottolineato come le aziende del trasporto pubblico locale (Tpl) come Amaco ricevano finanziamenti pubblici attraverso contratti di servizio e consorzi, tra cui Cometra, che coinvolgono direttamente anche la Regione. Nonostante l’azienda sia in esercizio provvisorio fino a settembre 2025 e operi con un parco mezzi obsoleto, continua a garantire il servizio e a pagare tutti i suoi 122 lavoratori.
Tuttavia, il clima tra i dipendenti è sempre più teso, con preoccupazioni crescenti per la mancanza di una soluzione definitiva. «L’ansia e la preoccupazione aumentano di giorno in giorno, senza che si intraveda una soluzione definitiva», hanno dichiarato Angotti, Mazzuca e Domanico, evidenziando come, nonostante le difficoltà, Amaco continui a mantenere i posti di lavoro.
Possibile subentro e richiesta di stabilità
Durante l’ultima riunione con la Regione era stata avanzata l’ipotesi di un possibile subentro del consorzio Cometra nella gestione diretta del servizio, ma questo progetto non si è concretizzato, lasciando ancora incertezza sul futuro dei lavoratori. Per questo motivo, i dipendenti hanno chiesto ai rappresentanti sindacali di firmare un accordo che garantisca continuità e stabilità occupazionale, magari affidando il servizio a una società del consorzio stesso.
Assenze al tavolo regionale
Al vertice di martedì non parteciperà la Confail Faisa, il cui segretario regionale, Alessandro Toscano, ha chiesto ufficialmente all’assessore regionale Gallo di poter essere presente, sottolineando che negli ultimi anni il sindacato è stato sempre convocato insieme alle altre sigle confederali per discutere del Tpl regionale. Questa esclusione potrebbe complicare ulteriormente la situazione, aggiungendo nuove tensioni al confronto tra sindacati, Regione e aziende.
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