Sanità in Calabria: il reclutamento di medici stranieri per rilanciare i servizi

La Regione affronta la carenza di medici con l'arrivo di specialisti cubani, potenziando i servizi di emergenza e riaprendo reparti vitali per la sanità calabrese

La sanità calabrese si trova ad affrontare una carenza cronica di medici, una situazione che sta mettendo a dura prova la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Con risorse economiche scarse, sia nelle Aziende sanitarie che nelle casse regionali e statali, la Regione Calabria, sotto la guida del presidente Roberto Occhiuto, ha dovuto trovare soluzioni alternative. Dal 2022, una delle risposte è stata quella di reclutare medici specialisti provenienti dall’estero, con un focus particolare sui medici cubani.

Questo intervento ha avuto un impatto positivo, evitando il collasso del sistema sanitario regionale e rilanciando i reparti di emergenza-urgenza degli ospedali calabresi, in particolare nelle zone più periferiche. I medici cubani sono diventati una risorsa fondamentale, riuscendo a mantenere in funzione il pronto soccorso e le strutture sanitarie di alcune delle aree più difficili della regione. Nonostante i tagli alla sanità e la carenza di personale, grazie all’arrivo di questi professionisti, la Calabria ha potuto garantire almeno un livello minimo di assistenza sanitaria.

Emergenza-urgenza e rilancio dei reparti locali

La situazione di crisi dei Pronto soccorso calabresi è dovuta a una lunga carenza di medici e strutture adeguate, soprattutto nelle aree interne della regione, dove la continuità assistenziale è spesso messa a rischio dalla mancanza di guardie mediche e dal progressivo ridursi della presenza di medici di famiglia. Per rispondere a questa emergenza, Occhiuto ha rilanciato la manifestazione di interesse per il reclutamento di medici specializzandi, con l’obiettivo di rafforzare i Pronto soccorso degli ospedali Hub regionali: l’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, l’Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza e il Gom di Reggio Calabria.

In particolare, l’arrivo di un nuovo contingente di medici cubani , previsto per i prossimi mesi, contribuirà a rinforzare il sistema di emergenza-urgenza. 50 medici cubani saranno distribuiti tra Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, con una parte consistente di loro specializzazione in emergenza-urgenza. Questi nuovi arrivi consentiranno non solo di rispondere alle carenze nei pronto soccorso, ma anche di potenziare altri settori specialistici, tra cui l’ortopedia.

Riapertura del reparto di Traumatologia a Castrovillari

Un altro risultato importante di questo piano di rilancio della sanità riguarda la riapertura del reparto di Traumatologia presso l’ospedale di Castrovillari , che mancava da 15 anni. Grazie ai nuovi medici cubani, il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Graziano, ha finalmente la possibilità di realizzare uno degli obiettivi principali del suo programma: restituire un servizio fondamentale per la popolazione dell’area del Pollino, un territorio che soffre particolarmente della carenza di servizi sanitari.

Questo passo segna un importante progresso per la sanità calabrese, che continua a fare i conti con difficoltà strutturali e finanziarie, ma che, grazie all’impegno della Regione, sta cercando di rispondere alle esigenze di cura e assistenza della popolazione. La speranza è che l’arrivo di questi nuovi medici, insieme ad un’accurata pianificazione delle risorse, possa finalmente contribuire a costruire un sistema sanitario regionale più forte e più efficiente.

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