Dopo aver calcato il palco di Cosenza nell’ambito della rassegna Voci dal Sottosuolo e aver coinvolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo Spirito Santo, lo spettacolo La Donna che ride fa tappa a Lamezia Terme. Il Tip Teatro, punto di riferimento per la scena teatrale indipendente del Sud Italia, ospiterà l’opera interpretata da Audrey Chesseboeuf e Maria Grazia Bisurgi, offrendo al pubblico un’esperienza teatrale intensa e innovativa.
L’evento è inserito nel programma Extra Ricrii, un appuntamento speciale che si affianca alla rassegna di teatro contemporaneo Ricrii 2024/2025 , curata dal direttore artistico Dario Natale. Da oltre vent’anni, questa manifestazione si distingue per la sua attenzione alle nuove forme espressive, coinvolgendo spettatori appassionati e curiosi.
Un viaggio attraverso la poetica del clown
Alla base dello spettacolo vi è la ricerca sulle potenzialità espressive del femminile attraverso la figura del clown archetipico. Il corpo della donna, spesso oggetto di controllo e giudizio nella storia, diventa qui strumento di espressione e trasformazione. L’esagerazione dei limiti e il contrasto con le restrizioni sociali e personali si trasformano in forza ed energia creativa.
Come spiegano le interpretazioni, lo sguardo del clown consente di ridefinire la percezione della realtà e di aprire nuovi spazi di libertà espressiva. Un approccio che il collettivo ConimieiOcchi porta avanti nei suoi progetti, mirando alla trasformazione del rapporto con i luoghi e alla valorizzazione dell’arte come strumento di crescita sociale.
Luci, simboli e atmosfera evocativa
A dare forma alla pièce non è solo la recitazione delle due performer, ma anche una scenografia suggestiva , curata dal supporto luci e suoni di Sofia Battistini e dalla facilitazione creativa di Francesco Votano. Elemento chiave è la luna, simbolo del ciclo vitale e della forza creativa, che accompagna il viaggio dello spettacolo oltre i condizionamenti culturali legati all’identità femminile.
Il Tip Teatro, con i suoi spazi innovativi come la Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo/Opac, la sala Beck to Beck e l’area espositiva Canyon Inverso, si conferma un luogo ideale per accogliere esperienze artistiche che mettono in discussione gli schemi tradizionali.
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