Scontro in Consiglio regionale sulla Film Commission: accuse di poca trasparenza

La gestione si trova al centro della polemica politica in Calabria. L'opposizione denuncia la mancanza di trasparenza, mentre il governatore Occhiuto difende l'operato dell'ente

La Film Commission della Calabria è al centro di uno scontro politico che si è acceso nell’Aula del Consiglio regionale. Le accuse riguardano presunti incarichi discutibili e una gestione poco trasparente, con delibere pubblicati in modo parziale e scarsa chiarezza sulla destinazione delle risorse. L’ente è guidato da Luciano Vigna, che ricopre contemporaneamente anche il ruolo di capo del Gabinetto della Presidenza della Regione e dell’Arrical, l’Autorità regionale per i rifiuti e l’acqua.

Le critiche più forti sono arrivate dall’opposizione, in particolare dal consigliere Davide Tavernise (M5S), che ha presentato un’interrogatorio in Consiglio. «Nonostante la produttività della Fondazione, il sito web fornisce informazioni incomplete, pubblicando solo i titoli delle delibere senza rendere accessibili i contenuti», ha dichiarato il consigliere pentastellato. Tra le voci di spesa contestate figurano incarichi a consulenti e project manager, liquidazioni per beni e servizi, spese di soggiorno e partecipazioni a eventi cinematografici, oltre ad alcune assegnazioni definite poco coerenti con le competenze richieste.

Uno dei punti più discussi riguarda le retribuzioni dei collaboratori, con cifre che vanno dai 7.500 ai 36.000 euro annui, e compensi giornalieri variabili tra 250 e 350 euro per un numero di giornate che oscillano da 36 (per social media editor e fotografi) fino a 240 (per i project manager). Alcuni incarichi, secondo l’opposizione, sarebbero stati assegnati a professionisti con esperienze non attinenti al settore cinematografico, come una specialista in problemi alimentari scelta per l’ufficio stampa e uno skipper ingaggiato come social media manager e fotografo.

L’attacco dell’opposizione e la difesa di Occhiuto

Dopo l’interrogatorio presentato in Consiglio, Tavernise (M5S), il capogruppo del Pd Mimmo Bevacqua e il capogruppo del Misto Antonio Lo Schiavo hanno diffuso una nota congiunta, esprimendo forte preoccupazione per la gestione della Film Commission, che a loro avviso sarebbe diventata un mezzo di spartizione politica .

La risposta del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, non si è fatta attendere. Il governatore ha difeso l’operato dell’ente, sottolineando che i fondi della Film Commission provengono dalla programmazione europea e sono quindi soggetti a rendicontazione dettagliata. Inoltre, ha puntato il dito contro la passata gestione, ricordando che «sotto il centrosinistra sono stati affidati incarichi a un solo avvocato per un totale di 500mila euro e sono stati stipulati contratti per polizze assicurative sulla vita destinate ai consulenti e non ai dipendenti».

Occhiuto ha anche replicato alle critiche sugli incarichi assegnati, soffermandosi in particolare sul caso dello skipper assunto come fotografo. «Non si tratta di uno skipper, ma di un videomaker di altissimo livello, che ha ottenuto milioni di visualizzazioni e ha contribuito a far vincere alla Calabria il premio per la spiaggia migliore d’Europa», ha spiegato il governatore, evidenziando che la selezione sarebbe avvenuta per merito e competenze riconosciute a livello internazionale.

Una domanda ancora aperta

Il dibattito sulla gestione della Film Commission in Calabria resta acceso e potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane. L’opposizione chiede maggiore trasparenza, mentre la maggioranza difende l’operato dell’ente e respinge le accuse. Il tema della distribuzione degli incarichi e dell’uso delle risorse pubbliche continua a essere un nodo centrale nel confronto politico regionale.

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