Lorenzo Coveri, linguista e accademico della Crusca, esamina i testi delle canzoni in gara a Sanremo, evidenziando un linguaggio contemporaneo e informale, che si allontana dalla tradizione letteraria. Osserva che i testi contengono poche parolacce e disfemismi, riflettendo una certa omogeneità, probabilmente dovuta al fatto che un numero ristretto di autori scrive la maggior parte delle canzoni. Inoltre, sottolinea l’assenza di scandali.
Coveri spiega che il festival è influenzato dalle piattaforme e dalle radio, con l’obiettivo di creare brani che possano durare nel tempo, piuttosto che vincere il festival. La selezione di Carlo Conti cerca di rappresentare vari generi, ma la presenza di cantautori e rapper è limitata, mentre il pop domina.
Analizzando i brani, Coveri apprezza l’autenticità di Dario Brunori, il cui testo autobiografico celebra la nascita della figlia che affronta con ironia le sfide della crescita.