PRC Cosenza: no alla fusione tra comuni, serve un progetto condiviso

Rifondazione Comunista ribadisce il suo rifiuto alla fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero. Il partito propone un modello di sviluppo basato su partecipazione, servizi pubblici e tutela ambientale

Il Partito della Rifondazione Comunista (PRC) di Cosenza conferma la sua opposizione alla fusione tra i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, definendola una “fusione a freddo” priva di una reale pianificazione. Secondo il partito, le amministrazioni locali degli ultimi decenni hanno trasformato il contesto urbano rendese in un “deserto politico e culturale”, motivo per cui si rende necessario un nuovo modello di sviluppo.

Rifondazione propone un’alternativa basata su programmazione e pianificazione, estendendo il dibattito anche alle aree a nord, come Montalto e la media valle del Crati, e a sud, con i cosiddetti casali del destro e del manco. Il PRC ritiene che il futuro dell’area urbana debba essere frutto di un confronto tra partiti, associazioni e movimenti locali, in un percorso partecipato che garantisca una migliore vivibilità del territorio.

Tra i punti chiave della proposta politica di Rifondazione, a firma di Gianmaria Milicchio (Segretario provinciale PRC Cosenza) e Rita Dodaro e Domenico Passarelli (Co-segretari Circolo Area Urbana Cosenza “Gullo-Mazzotta”), spiccano:

  • Mobilità eco-sostenibile e stop alla cementificazione selvaggia.
  • Ritorno alla gestione pubblica dei servizi essenziali, sottraendoli agli interessi privati.
  • Promozione di spazi sociali e culturali inclusivi, come il centro autogestito Sparrow.
  • Rafforzamento del sistema sanitario pubblico e dell’istruzione per garantire servizi di qualità.
  • Contrasto alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni massoniche e mafiose nell’area urbana.

Inoltre, PRC sottolinea la necessità che il Comune di Rende assuma una posizione chiara su temi internazionali come il conflitto israelo-palestinese e il riarmo in Europa. L’obiettivo è costruire una Rende solidale, inclusiva e antifascista, che si opponga alle politiche repressive e liberticide attuate a livello nazionale.

Un passo determinante sarà rappresentato dalle prossime elezioni comunali a Rende, in cui Rifondazione Comunista intende promuovere un’aggregazione politica alternativa. L’obiettivo è unire coloro che rifiutano le politiche di riduzione degli spazi democratici e contrastano il saccheggio urbanistico del territorio perpetrato negli ultimi anni.

Il partito ha già avviato confronti su sanità, trasporti, istruzione, ambiente e urbanistica, verificando la possibilità di costruire un programma politico partecipato per una Rende più giusta e accessibile a tutti i cittadini.

Redazione

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